Dal Giappone una tecnologia rivoluzionaria che permette di abbassare costi e tempi di produzione delle celle con elettrolita ceramico

Le batterie allo stato solido non sono più una rarità assoluta. Ma se sono stampate in 3D, allora la cosa si fa davvero interessante e curiosa. Sakuu Corporation (che fino al 26 aprile si chiamava KeraCel) ha annunciato di aver messo a punto una rivoluzionaria stampante 3D proprio per la produzione di celle allo stato solido da usare su vari mezzi di trasporto a zero emissioni.

L’azienda ha studiato una tecnologia in grado di abbattere i costi e di portare vantaggi anche in termini di performance, sostenibilità e autonomia. Ma soprattutto, sarà flessibile, consentendo a molti più soggetti (non per forza agli attuali colossi che dominano il mercato) di avviare una produzione locale con investimenti sensibilmente più bassi. 

I vantaggi della stampante 3D

Il gruppo industriale Sakuu, che è sostenuto dal più grande fornitore giapponese di componentistica automotive per le Case, Musashi Seimitsu, afferma di aver già definito metodi che consentono la produzione veloce e con alti volumi di batterie allo stato solido che rispetto alle normali celle agli ioni di litio avranno dimensioni dimezzate e peso ridotto di quasi un terzo.

Queste batterie sfrutteranno inoltre una quantità di materie prime ridotta del 30% o addirittura il 50%. Materie prime che possono essere reperite localmente, accorciando la filiera e riducendo ancor di più i costi di produzione. A quanto afferma l’azienda, oltre a vantaggi in termini economici e di sostenibilità, le nuove batterie saranno anche più sicure. Insomma, le promesse non sono male:

  • Minori costi
  • Maggior velocità di produzione
  • Maggiore flessibilità
  • Riduzione delle materie prime necessarie
  • Maggiore sicurezza
  • Maggiore densità energetica

Una piattaforma versatile

Non solo, la piattaforma AM di Sakuu è la prima e unica stampante al mondo multimateriale e multi-processo. E questo rende le batterie che può realizzare adatte agli usi più diversi, anche in vari settori industriali. Sakuu ha affermato che le prime applicazioni di queste rivoluzionarie batterie allo stato solido stampate in 3D riguarderanno veicoli elettrici a due o tre ruote. Poi si passerà ai quadricicli leggeri e, più avanti, all’industria automotive.

Robert Bagheri, fondatore, CEO e presidente della Sakuu Corporation, ha dichiarato che "Guardando alla mobilità elettrica, la nuova piattaforma potrebbe dare un contributo significativo alla diffusione dei veicoli elettrici. Le batterie allo stato solido sono una sorta di Santo Graal, ma sono molto difficili e costose da realizzare. La nostra piattaforma AM offre processi flessibili e scalabili che consentiranno ai produttori di batterie e alle aziende che producono veicoli elettrici di superare scogli che fino ad oggi sono sembrati insormontabili”.

Batterie allo stato solido Sakuu stampate in 3D

Tutto ruota intorno al PoraLyte

Ma come funziona questa rivoluzionaria stampante di batterie allo stato solido? In sintesi lavora a strati, depositando diverse miscele una sopra l’altra combinando fogli di polveri ceramiche e metalliche e sfruttando un materiale di supporto brevettato chiamato PoraLyte che consente una maggior precisione di produzione e rende più veloci i processi.

Inoltre, consente di adottare strati ceramici più sottili, incrementando la resistenza alle rotture e la densità energetica oltre che, come si affermava in precedenza, richiedere minori materie prime. Come se non bastasse, lavorando con polveri, rende anche più semplice lo smaltimento e il riciclo delle celle una volta giunte a fine vita.

Oltre le batterie

La stampante 3D di Sakuu è talmente rivoluzionaria che, stando almeno a quanto dichiarato dalla Casa, non servirà solo per la produzione di batterie. Con poche modifiche può essere utilizzata anche per realizzare sensori e altri componenti per l’industria automotive o aerospaziale: dissipatori di calore, power banks per l’elettronica di consumo, rilevatori di temperatura e pressione. Con gli stessi metodi potranno nascere anche dispositivi microfluidici per uso medico.

Come dice Bagheri: “Potendo offrire un metodo di produzione più economico, più veloce, locale, personalizzabile e più sostenibile per produrre batterie allo stato solido, il potenziale della nostra nuova piattaforma offre enormi opportunità agli utenti nel settore dell'energia, nonché un una moltitudine di altri mercati".