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Una legge per la durata minima delle batterie delle auto elettriche

La California corre e lavora a un provvedimento per fissare una longevità minima (con efficienza all'80%) di 15 anni o 240.000 km

Batterie Volkswagen

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

28 mag 2021 alle 10:48

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Promuovere la diffusione delle auto elettriche significa (e soprattutto significherà tra qualche anno) promuovere anche il settore dell’usato a zero emissioni. Ma il potenziale decadimento delle prestazioni delle batterie potrebbe rappresentare una fonte di incertezza per chi volesse entrare nel mondo EV senza potersi rivolgere al nuovo.

Il tema è piuttosto delicato, perché verificare lo state of health di un accumulatore non è un'operazione alla portata di tutti. Le garanzie offrono delle garanzie (qui abbiamo approfondito come funzionano), ma Oltreoceano hanno pensato che per far stare più tranquilli gli acquirenti si possa fare di più. Il California Air Resources Board, in particolare, vuole intervenire sul tema con un provvedimento ad hoc che si inserisce nel più ampio piano Advanded Clean Car II. Vediamo di che si tratta.

Tra batterie e fuel cell

L’obiettivo finale è quello di favorire la diffusione delle auto elettriche usate, in modo che entro il 2035, in California, le vetture a zero emissioni arrivino a rappresentare l’80% del totale delle vendite.

La legge, che è attualmente in fase di discussione e che, se entrerà in vigore, si applicherà alle auto prodotte dal 2026 in avanti, imporrà che ogni vettura elettrica in commercio abbia una batteria che si mantenga sopra una soglia di efficienza dell’80% per almeno 15 anni o 150.000 miglia (pari a circa 240.000 km). La norma interesserà anche i veicoli a idrogeno e richiederà che le fuel cell mantengano almeno il 90% delle prestazioni dopo 4.000 ore di funzionamento.

Batterie Volkswagen

Più durata, più rispetto per l’ambiente

Il motivo per cui si vogliono batterie longeve non è solo una questione di “fiducia del consumatore”. La produzione di una batteria genera consistenti emissioni di CO2: una vita media maggiore permette di spalmare queste emissioni su più anni.

David Reichmuth, ingegnere del Clean Transportation Program dell’associazione no profit statunitense Union of Concerned Scientists, appoggia l’iniziativa: “La California ha interesse a garantire che i veicoli elettrici siano efficienti per un periodo di tempo prolungato e che i consumatori, di conseguenza, non vedano l’affidabilità e il decadimento delle prestazioni come un ostacolo al passaggio da un’auto a benzina a una elettrica. Inoltre, produrre un’auto elettrica inquina: più a lungo usiamo quell’auto e più emissioni di CO2 possiamo risparmiare una volta che quella è in strada”.

Anche Consumer Reports, la famosa associazione Usa a tutela del consumatore (che in passato ha criticato Tesla e che ci ha abituato anche a iniziative piuttosto originali), apprezza gli sforzi delle autorità californiane: “Accogliamo accoglie con favore i nuovi requisiti di durata dei veicoli elettrici: favoriranno l’accesso a una mobilità a zero emissioni a un numero maggiore di clienti non più spaventati da limiti di durata e autonomia”.

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Come si muovono le Case

Norme che sanciscano limiti certi sul decadimento delle batterie è considerato giusto anche al di fuori della California e i costruttori di auto elettriche si stanno muovendo per offrire prodotti sempre più efficienti e duraturi, a prescindere dalle imposizioni di legge.

Elon Musk, ad esempio, parla di una batteria da un milione di miglia per le proprie Tesla dal 2018. Lo stesso ha affermato General Motors, che crede che celle di questo tipo possano essere molto utili se abbinate a car sharing e mobilità condivisa. La cinese CATL, nel 2020, ha dichiarato di essere in procinto di produrre una batteria addirittura da 2 milioni di km che durerà 16 anni. E altre aziende stanno lavorando su prodotti ad alte prestazioni che sfruttano tecnologie di nuova concezione come lo stato solido.

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