Comincia una settimana chiave per il futuro green dell'Europa: mercoledì si deciderà sul futuro dei motori termici e delle rinnovabili

L’Europa è pronta a prendere in mano le redini della transizione ecologica e guidare il mondo verso la decarbonizzazione entro il 2050. Lo farà a partire da dopodomani, quando la Commissione Ue presenterà “Fit for 55”, il pacchetto di riforme pensato per accompagnare la prima fase del cambiamento: quella che, entro il 2030, dovrà portare il Vecchio Continente a tagliare del 55% delle emissioni rispetto ai livelli del 1990.

Sul tavolo potrebbe essere il dibattutissimo stop alla vendita di auto benzina e diesel dal 2035, ma non solo. Le proposte saranno 12 o 13 e affronteranno la crisi climatica sotto diversi aspetti. Seguiranno mesi di negoziati tra i 27 Stati membri. Poi, se approvate, le nuove regole metterebbero la terza economica mondiale sulla strada verso la neutralità climatica.

Locomotiva Europa

L’Unione europea è la prima a muoversi e potrebbe fare da esempio a tutte le altre potenze globali, che si riuniranno a Glasgow per la COP 26 di novembre. Sono 4 i settori attenzionati dall’Ue: trasporti (responsabili di un quarto delle emissioni), riscaldamento degli edifici (un terzo), energia e industria. Tutti quanti saranno protagonisti di politiche d’incoraggiamento all’uso di fonti di energia rinnovabili, o di vettori energetici che possono essere green, come l'idrogeno.

Treni a idrogeno per la Hydrogen Valley italiana

Una bozza trapelata mostra che tra le idee c’è, per esempio, una nuova regolamentazione sui carburanti aerei, che fisserà un’esenzione fiscale di 10 anni per le compagnie che utilizzeranno combustibili a basso rilascio di CO2. In base alla produzione di anidride carbonica verranno anche calcolate alcune tariffe da imporre alle aziende meno virtuose. Verranno poi scoraggiate le importazioni di beni ad alte emissioni, come acciaio e cemento.

I Pnrr le chiavi

Tutte queste misure saranno molto visibili nella vita quotidiana delle persone che vivono in Ue (quasi mezzo miliardo) e delle circa 25 milioni di imprese. Per evitare che i costi della transizione gravino sulle bollette e sui portafogli dei cittadini, l’Unione ha già invitato gli Stati membri a sfruttare bene le politiche green previste nei vari Pnrr.

“Alla fine di questa trasformazione – ha dichiarato la scorsa settimana alla CNN Frans Timmermans, responsabile Ue per le politiche ambientali –, la nostra economia avrà un aspetto molto migliore e potremo tenere sotto controllo la crisi climatica. Questo è il punto”.