Dopo quattro anni di lavoro frenetico, prima sui modelli virtuali poi su quelli fisici, si è finalmente conclusa la fase di test sulla sicurezza della nuova Rimac Nevera. L'hypercar croata ha superato egregiamente le 45 prove alle quali è stata sottoposta dal 2019 a oggi ed è ora pronta a scendere in strada. O meglio, a entrare in produzione.

Per raggiungere tale scopo, sono state impiegate migliaia di ore in simulazioni digitali e sono stati distrutti ben nove esemplari nel corso dei classici crash test, durante i quali i modelli sono stati sottoposti a decelerazioni anche di 41G, a velocità che hanno raggiunto gli 80 km/h. Ora, dopo la prova dell'urto laterale, l'auto ha dimostrato una volta di più la bontà del progetto.

La più rigida che ci sia

Pensare che per terminare la validazione del progetto in tema sicurezza si sia dovuto lavorare 4 anni fa impressione, ma se si considera che per simulare virtualmente un urto della durata di 80 millesimi di secondo occorrono circa 20 ore di calcolo, si fa presto ad intuire che mole di lavoro hanno dovuto affrontare i tecnici Rimac. Anche perché la Nevera non è un'auto come tutte le altre.

Costruita intorno a una monoscocca in fibra di carbonio, è ad oggi l'auto con la maggiore rigidità torsionale al mondo. Basti pensare che una tradizionale supercar ha una resistenza alla torsione di 40.000 Nm/grado; la Nevera arriva a ben 70.000 Nm/grado. Un dato pazzesco, che ha permesso al modello di superare senza problemi anche il test dell'urto laterale contro un palo a 32 km/h. E non è tutto: al termine della prova la portiera si apriva ancora normalmente.

Rimac Nevera

Quasi 2.000 CV

Quando finalmente arriverà sul mercato, la Nevera sarà una selle hypercar più estreme omologate per la circolazione su strada. Alimentata da una batteria con 6.960 celle, per una capacità di 120 kWh, è in grado di sviluppare una potenza massima di 1.914 CV per 2.360 Nm di coppia.

Numeri da capogiro, che permettono alla Nevera di scattare da 0 a 100 km/h in appena 1,85 secondi e da 0 a 161 km/h in 4,3 secondi, arrestando la propria corsa soltanto una volta raggiunti i 412 km/h.

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