Tesla di nuovo in tribunale per la GigaBerlin: ecco cos'è successo
Nuova grana per il primo stabilimento europeo di Musk e soci, alle prese ancora una volta con le accuse legate alle falde acquifere
Non c’è pace per Tesla quando si parla della Gigafactory di Berlino, che finisce di nuovo al centro di un contenzioso legale. Ancora una volta, al centro della questione, c’è l’approvvigionamento idrico dell’impianto. Si pensa infatti che le falde acquifere saranno insufficienti a rifornire l’area una volta che la fabbrica del costruttore americano andrà a pieno regime.
L’anno scorso fu chiesto a Elon Musk se la Gigafactory avrebbe esaurito le risorse idriche della zona: il ceo di Tesla scoppiò a ridere affermando che la preoccupazione era completamente priva di fondamento e che le falde acquifere si stavano riducendo a causa del cambiamento climatico. “Ma Tesla acuirà il problema – ha spiegato Irina Engelhardt, a capo del dipartimento di idrogeologia dell’Università di Berlino – e potrebbe non esserci più acqua per tutti”.
Ritardi su ritardi
La faccenda è tornata quindi nuovamente in tribunale, con gli ambientalisti da una parte e Musk e soci dall’altra. E l’apertura della Gigafactory potrebbe subire ulteriori ritardi. Il fatto è che Tesla per aprire uno stabilimento in Europa ha stanziato circa 5 miliardi di Euro e adesso si trova con una fabbrica costruita e pronta a produrre che non riesce ad accendere le linee per questioni che sembravano risolte.
Come conseguenza, la Casa sta riorganizzando tutta la produzione mondiale, con la Gigafactory Shanghai che spedisce in Europa le Model 3 e Model Y che proprio a Berlino sarebbero dovute nascere.
Un problema in prospettiva
La questione che finirà davanti al giudice la prossima settimana non riguarda il consumo attuale dell’impianto produttivo, ma il fatto che in futuro ci sono grandi piani per espandersi ancora. “L’attuale fornitura d’acqua è sufficiente per la prima fase della fabbrica – ha detto in un’intervista il ministro dell’Economia dello stato del Brandeburgo Joerg Steinbach – ma una volta che il sito sarà ampliato avrà bisogno di molta più acqua”.
Alex Brondstert, professore dell’Università di Potsdam, ha buttato benzina sul fuoco: “La fabbrica Tesla raddoppierà il consumo di acqua della regione ed è ingenuo credere che le riserve siano sufficienti per lo stabilimento e per i residenti”.
Tesla non ci sta
Il fatto è che le autorità locali hanno sostenuto l’investimento di Tesla e hanno festeggiato quando Elon Musk ha annunciato di aver scelto proprio quella regione per la prima Gigafactory europea. Perché il sito porterà migliaia di posti di lavoro in una regione della Germania dove l’industria è meno sviluppata che altrove.
Inoltre, in un report diffuso dalla Casa americana, si fa sapere che la Gigafactory tedesca consumerà meno acqua di quanto non faccia la maggior parte delle altre Case automobilistiche e che ha intenzione di mettere in atto misure per ridurre ulteriormente i consumi. Secondo quanto stabilito con le autorità locali, il sito dovrebbe avere bisogno di 1,4 milioni di metri cubi di acqua all’anno, pari a quelli consumati da una cittadina di 40.000 persone.
C'è anche l'acquedotto malandato
Se non si riesce a fare fronte alla richiesta, evidentemente, ci sono lacune anche nel sistema idrico della zona, che infatti necessita, per stessa ammissione della società che gestisce l’acquedotto, di lavori di ammodernamento e riqualificazione che però, se saranno realizzati, richiederanno comunque anni.
La faccenda è intricata e i diversi punti di vista, in un certo senso, sono tutti condivisibili: non vorremmo essere nei panni del giudice che il 4 marzo dovrà capire che decisione prendere al riguardo.
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