Con la pandemia le grandi aziende del noleggio auto hanno aumentato sensibilmente i fatturati. E oggi che si trovano a rinnovare le loro flotte accogliendo sempre più auto elettriche, molto spesso scommettono su modelli cinesi. Il fenomeno si registra sia in America sia in Europa.

Il motivo lo spiega Olivier Baldassarri, figura di vertice del gigante francese Europcar, a Reuters: “Storicamente i produttori americani ed europei hanno sfruttato un vantaggio, ma il passaggio all’elettrico sta mischiando le carte e apre le porte a nuovi player. Le auto cinesi e asiatiche in passato avevano generalmente una qualità inferiore, ma ora il gap si sta assottigliando, con il vantaggio che di solito se si acquista da un produttore dell’est si risparmia anche qualcosa”.

Anche una ridotta convenienza economica diventa significativa quando si acquistano milioni di auto nuove ogni anno. L’industria del noleggio vale il 10% delle vendite totali negli Stati Uniti.

Tempi che cambiano

E se fino ad oggi le grandi società del settore avevano mostrato una certa reticenza nell’acquisto di auto elettriche, preoccupati che potessero avere poco appeal sulla clientela, ora seguendo il consiglio degli analisti, stanno puntando forte sui modelli a zero emissioni.

Questo perché, stando a quanto dicono gli esperti di settore, questo è in effetti il momento migliore per acquistare un’auto elettrica per vari motivi, non ultimo il fatto che si stia diffondendo una coscienza green che fa vedere un’azienda dotata di una flotta elettrica come una realtà all’avanguardia.

xpeng-p7
Una carovana di Xpeng P7

“Fino a qualche anno fa le aziende del noleggio hanno nascosto la testa sotto la sabbia quando si parlava di auto elettriche – ha detto Nick Mountfield, analista di OC6C Strategy Consultants specializzato proprio in consulenze nel campo dell’elettrificazione – ora invece si è capito che ci si deve iniziare ad attrezzare per il futuro”.

Le differenze tra UE e USA

Hertz è stata tra le prime a mostrare interesse verso le auto a batteria: lo scorso ottobre ha acquistato la bellezza di 100.000 Tesla. Questa mossa ha innescato un circolo virtuoso che ha accelerato la transizione anche delle aziende concorrenti.

Europcar, ad esempio, ha stabilito di arrivare ad avere il 20% della flotta elettrica o ibrida entro il 2024. Oggi non va oltre il 3% e, per raggiungere gli obiettivi, dovrà acquistare 70.000 vetture in 2 anni. Ecco, proprio Europcar ha detto che sempre di più si rivolge a Great Wall Motors, a SAIC e Polestar per le nuove vetture, per quanto non abbia rinunciato ai partner tradizionali come Stellantis o Renault. Certo, le cose potrebbero cambiare repentinamente se si concludesse con esito positivo la trattativa per l’acquisto della società da parte di Volkswagen.

tom-brady-presenta-le-tesla-model-3-di-hertz

Negli USA si va generalmente più piano, vista la presenza di una rete di ricarica meno diffusa e automobilisti ancora orientati verso modelli come SUV e pick-up che in tema di elettrico contano ancora pochi rappresentanti. A livello globale, però, si pensa che le flotte dedicate al noleggio, nel 2040, saranno composte per almeno il 40% da veicoli a zero emissioni.

L’attacco cinese

In questo progressivo passaggio al green delle aziende occidentali, le Case cinese potrebbero giocare un ruolo da protagoniste. Questo perché la percezione della produzione automobilistica all’ombra della Grande Muraglia sta cambiando velocemente. I motivi di questa nuova reputazione sono due.

  • Da una parte le Case occidentali come BMW o Tesla hanno iniziato a produrre in Cina dimostrando di poter lavorare con gli stessi standard di sempre
  • Dall’altra i costruttori locali hanno fatto enormi passi avanti in termini di qualità e tecnologia e si stanno affermando come Case affidabili e attraenti sfornando modelli che effettivamente possono competere alla pari con certa concorrenza europea o americana.

Senza dimenticare che entrare in un mercato attraverso il noleggio, permette a chiunque di affermarsi poi anche nelle vendite ai privati. È quello che hanno fatto Hyundai e Kia negli Anni ’90 ed è una cosa che le Case occidentali non possono certo ignorare.