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Musk sotto attacco: assistenza Tesla in affanno e accuse su Dogecoin
Alle polemiche sulle policy in officina si aggiunge una grana legata alla criptovaluta, con una richiesta miliardaria di risarcimento

Francesco Barontini 
Di: Francesco Barontini
17 giu 2022 alle 10:46
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Non è un momento dei più facili per Elon Musk. Le ultime critiche riguardano il servizio assistenza Tesla. A quanto pare la Casa starebbe mandando alcuni dipendenti che arrivano da altri ruoli a lavorare nelle officine senza una preparazione completa per questo ruolo. Con buona pace dei clienti che si rivolgono alla rete per risolvere problemi e che giudicano l’esperienza non abbastanza soddisfacente.
Il problema nasce dal fatto che il numero di Tesla in circolazione sta aumentando vertiginosamente; molto più in fretta dei punti assistenza. Questo spinge i vertici della Casa a mirare a interventi rapidi, con riparazioni effettuate in un solo giorno. Ma per farlo serve forza lavoro e non sempre quella impiegata avrebbe ricevuto secondo le accuse una formazione adeguata.
Tempi troppo lunghi
Secondo fonti citate dal sito americano Electrek, Elon Musk, in una comunicazione interna, si sarebbe detto altrettanto insoddisfatto del servizio erogato e ha messo il miglioramento della qualità degli interventi della rete di officine come priorità assoluta. Una priorità tale da spingere Musk ad annullare gli obiettivi di vendite e consegne del trimestre per concentrare tutti gli sforzi sulla revisione delle procedure delle officine.

Per ora, però, il problema resta. E se è vero che il personale non specializzato si limita a mansioni semplici come il cambio delle gomme o altri piccoli interventi di routine, ciò non toglie che Tesla sia di fronte a un nodo che deve sciogliere quanto prima. Un’urgenza che deriva dal fatto che i tempi di attesa per un appuntamento si stanno allungando a dismisura. Negli Stati Uniti, che restano il principale mercato per Elon Musk e soci, si deve aspettare almeno un mese per trovare uno slot in agenda. L’obiettivo sarebbe di scendere sotto i 7 giorni, ma non sarà così facile raggiungerlo.
Risarcimento da 258 mld dollari
Come se non bastasse, Elon Musk ha anche un’altra gatta da pelare. Tal Keith Johnson, infatti, ha citato in giudizio Mr. Tesla accusandolo di aver manipolato il prezzo della criptovaluta Dogecoin facendone prima aumentare il valore e poi portandolo a scendere a dismisura.
Come riporta la Reuters, Johnson, rivolgendosi alla corte federale di Manhattan, ha denunciato il fatto che “gli imputati sapevano dal 2019 che Dogecoin non aveva nessun valore ma hanno spinto sulla moneta digitale per trarre profitto. Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, ha utilizzato la sua influenza per gestire e manipolare lo schema piramidale sui Dogecoin a scopo di lucro e per trarne visibilità”. La denuncia è accompagnata dai commenti di personalità come Warren Buffett o Bill Gates, che si sono spesso espressi in toni scettici sulla criptovaluta in questione.
Johnson ha calcolato che il calo di valore di Dogecoin ammonti a circa 86 miliardi di dollari e ne chiede il triplo come risarcimento: 258 miliardi di dollari. Non male.
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