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La "casetta" mobile fotovoltaica che si produce l'idrogeno da sola

Sviluppata dall'americana Sesame Solar, questa nanogrid può offrire servizi essenziali in casi di emergenze e disastri ambientali

La nanogrid vista dall'alto

Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

20 giu 2022 alle 13:03

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Una soluzione per continuare a offrire servizi di ogni tipo anche quando si verificano circostanze estreme con blackout prolungati. È quello che ha messo a punto Sesame Solar, azienda con base a Jackson, nel Michigan (Stati Uniti), che ha presentato la prima nanogrid al mondo – un sistema che combina Fer, idrogeno e accumulatori – completamente mobile e alimentata da energia rinnovabile, sfruttando un mix di solare e idrogeno verde.

Modulare e personalizzabile, monta dei pannelli fotovoltaici che, in base al modello, possono produrre da 3 a 20 kW, con la possibilità di stoccare fino a 15 kWh di elettricità. Costa 150.000 euro e viene consegnata entro 45 giorni dall’ordine. Bastano 15 minuti per attivarla e, secondo il costruttore, può lavorare per 20 anni filati.

Ecco come funziona

Ogni nanogrid di Sesame Solar è lunga da 10 a 40 piedi (da 3 a 12 metri circa), è dotata di un normale caricatore tipo 2 e può anche essere usata per ricaricare un veicolo elettrico.

Foto - La nanogrid di Sesame Solar

Esempi di interni della nanogrid

Come funziona invece il sistema di alimentazione? Al centro di tutto ci sono le batterie, che forniscono energia alla nanogrid e che sono normalmente ricaricate attraverso i pannelli solari. Quando scendono sotto al 35%, vengono ricaricate anche attraverso le celle a combustibile, che utilizzano l’idrogeno verde proveniente dai serbatoi in cui è stoccato.

Finita la procedura, le fuel cell si spengono, mentre i pannelli fotovoltaici fanno ripartire l’elettrolisi per produrre nuovo H2: un circuito 100% green, potenziabile con l’aggiunta di piccole turbine eoliche.

Per prepararsi al peggio

Secondo Sesame Solar, la nanogrid mobile e sostenibile potrà essere molto utile in casi di emergenza, per esempio quando c’è bisogno di fornire assistenza medica senza avere a disposizione un collegamento alla rete. Lo spiega anche il ceo Lauren Flanagan:

“Le nostre nanogrid cambieranno traiettoria agli effetti del cambiamento climatico, fornendo alle comunità in difficoltà l’energia di cui hanno bisogno per accedere a risorse fondamentali. Non possiamo impedire uragani o incendi, ma possiamo creare soluzioni che aiutino le comunità a riprendersi in modo efficiente senza causare ulteriori danni all’ambiente”.

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Fotogallery: La nanogrid di Sesame Solar

Foto - La nanogrid di Sesame Solar

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Foto - La nanogrid di Sesame Solar Foto - La nanogrid di Sesame Solar

Fonte: Electrek, Sesame Solar

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