La Cina fa fronte comune sul battery swap (petrolieri inclusi)
Nasce una cordata di pesi massimi con il costruttore SAIC, il gigante delle batterie CATL e i colossi petroliferi PetroChina e Sinopec
Non solo petrolio, ma anche sempre più batterie. È la storia dei colossi dell'oil & gas cinesi PetroChina e Sinopec, che si sono uniti al costruttore di auto SAIC e al produttore di batterie CATL per creare una joint venture dedicata al battery swap.
Shanghai Jieneng Smart Power New Energy Technology – questo il nome della nuova realtà – è controllata al 12,5% ciascuno da PetroChina e CATL, mentre SAIC ha in mano il 37,5%. Un altro 25% va invece a Sinopec, numero due del mercato petrolifero del Dragone.
L’evoluzione di CNPC
Cuore dell’attività sarà il noleggio di accumulatori per veicoli elettrici, ma un posto verrà riservato anche alla ricerca sul cambio al volo delle batterie e sui servizi legati ai big data per i trasporti. A dirlo è China National Petroleum Corporation (CNPC), società madre di PetroChina che punta ora apertamente anche sulla mobilità sostenibile.
Il battery swap di Gogoro
Sono 203 le stazioni di ricarica costruite in Cina dall’azienda, che vuole quintuplicare i numeri entro il 2025, superando quota 1.000. Tutti progetti che contribuiranno all’obiettivo nazionale di azzerare le emissioni nel 2060 (10 anni dopo il target del resto del mondo).
Il battery swap che cresce
Dal lato del Governo cinese, anche il ministero dell’Industria e dell’Informazione (MIIT) è un grande sostenitore del battery swap e mira ad avere più di 100.000 veicoli in strada compatibili e oltre 1.000 stazioni di sostituzione entro il 2023.
Intanto, il modello ha fatto il suo ingresso in Europa, con Nio che ha aperto le prime strutture in Norvegia e che ha messo in piedi uno stabilimento produttivo di componenti in Ungheria. La prima battery swap station made in Ue è sbarcata in Germania, dove la Casa cinese promettere guerra ai brand premium.
Fonte: Reuters
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