Così il sodio sta riducendo il gap con il litio
La tecnologia sta facendo passi da gigante in termini di densità e prestazioni. Secondo CATL nel 2030 sarà diffusa come l'LFP
In questo 2026 le batterie agli ioni di sodio stanno uscendo velocemente dai laboratori per trovare sbocchi commerciali. Per anni considerate una delle tecnologie più promettenti per il futuro dell'auto elettrica, ora hanno fatto progressi tali per cui possono effettivamente essere vendute.
Offrono vantaggi evidenti: il sodio è molto più abbondante del litio, costa meno, è distribuito in modo più uniforme nel mondo e permette di realizzare celle potenzialmente più economiche e meno dipendenti dalle materie prime critiche. Per quanto abbiano una densità energetica inferiore, anche da questo punto di vista il gap con tecnologie come gli ioni di litio si sta riducendo. E non passa giorno in cui non arrivino notizie di migliorie e nuove scoperte.
Resistono meglio al freddo
Uno studio pubblicato negli Stati Uniti, per esempio, ha confrontato una moderna batteria al sodio con una cella cilindrica Tesla 4680, mostrando come il divario tecnologico si stia rapidamente riducendo. Le batterie al sodio continuano a offrire una densità energetica inferiore, ma compensano con un'elevata stabilità, buone prestazioni in erogazione di potenza e soprattutto un comportamento molto convincente alle basse temperature.
Una batteria con celle cilindriche 4680 di Tesla
Batterie al sodio Chery
Una caratteristica che trova già conferma nelle applicazioni reali. FAW, uno dei principali costruttori cinesi di veicoli industriali, ha infatti completato i test di un camion elettrico alimentato da batterie al sodio, dichiarando una capacità residua superiore al 90% anche in condizioni di freddo estremo e tempi di ricarica di circa 20 minuti. È un ambito in cui il peso della batteria conta meno rispetto a un'auto e dove affidabilità, costi e resistenza al freddo possono fare la differenza.
A ognuno la sua batteria
Dal canto proprio CATL, leader mondiale nella produzione di batterie, prevede che entro la fine del 2026 tra 10.000 e 20.000 auto elettriche saranno equipaggiate con celle al sodio della nuova famiglia Naxtra. Non sono numeri tali da cambiare il mercato, ma rappresentano il passaggio dalla sperimentazione alla produzione in serie.
Batterie agli ioni di sodio di CATL
Allo stesso tempo, però, il fondatore Robin Zeng invita a mantenere aspettative realistiche: serviranno ancora circa cinque anni perché questa chimica raggiunga una diffusione significativa.
La strategia, almeno per ora, non è sostituire le batterie LFP ma affiancarle, destinando il sodio alle applicazioni in cui costo, disponibilità delle materie prime e funzionamento nei climi rigidi sono più importanti della massima autonomia. In altre parole, il futuro delle batterie potrebbe non essere dominato da una sola tecnologia, ma da più chimiche specializzate, ognuna pensata per un utilizzo diverso. E il sodio sembra finalmente pronto a ritagliarsi il proprio spazio.
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