Gli Stati Uniti sono ancora (per poco?) un passo indietro a Cina ed Europa sull’auto elettrica. Ma sui dispositivi elettronici hanno evidentemente una grande tradizione. Ed è forse anche per questo motivo che JB Straubel, il cofondatore di Tesla ormai impegnato a tempo pieno con la sua Redwood Materials, sta costruendo negli Usa impianti per il riciclo delle batterie provenienti dal settore dell’elettronica di consumo per crearne di nuove, stavolta per le auto elettriche. Una seconda vita realmente sostenibile per tutti quei computer o smartphone abbandonati nei cassetti, che possono essere invece protagonisti della transizione green.

Il progetto si sviluppa e prende corpo ora grazie a un accordo firmato con Panasonic (società guarda caso impegnata in tutti e due i settori), a cui Redwood Materials fornirà ingenti quantità di materie prime seconde per la produzione delle batterie per le EV.

Questione di catodo

Panasonic è un nostro partner da molti anni – ha detto Straubel in una nota – ma questo tipo di accordo ha un valore diverso. Attraverso questa iniziativa Panasonic riceverà gran parte delle materie necessarie riciclate per la sua produzione di catodi: è una cosa mai successa prima negli Stati Uniti, un modo di lavorare nel campo delle batterie che avrà ripercussioni su tutta la filiera”.

Il catodo, generalmente prodotto in Asia, è infatti l'elemento che determina gran parte delle prestazioni di una batteria, influendo pesantemente anche sul costo e sull’impatto ambientale di un accumulatore. Riuscire a costruirlo in gran quantità con materiale di recupero porterà ulteriori benefici a livello di sostenibilità per la mobilità elettrica a tutti i livelli ma non solo.

 

Futuro circolare

Straubel, ancora una volta, ha dimostrato negli anni di aver capito prima di altri in che direzione muoversi per soddisfare le richieste del mercato (e del Pianeta). La sua Redwood Materials è stata tra le prime realtà a concentrarsi su nuove formule per il riciclo delle batterie, intuendo come l’aumentare della domanda avrebbe portato alla necessità di approvvigionamenti "diversi" e sempre più sostenibili.

Lui stesso visse sulla sua pelle i rischi della carenza di forniture in Tesla, nel 2019, quando con l’aumento dei volumi della Model 3 la Casa di Elon Musk e soci si vide costretta a ripensare tutta la catena del valore delle batterie. Adesso però il riciclo è una realtà e sarà uno degli aspetti chiave per il futuro della mobilità elettrica.