Colonnine in autostrada, Aspi arriva a 50 stazioni. E gli altri?
Mentre Free To X va avanti con la ricarica dell'auto elettrica lungo la grande viabilità, sulle altre tratte è tutto fermo: ecco perché
Ancora pochi giorni. Poi, con le prossime due attivazioni, Autostrade per l’Italia (Aspi) raggiungerà le 50 aree di servizio (Ads) adibite alla ricarica dell’auto elettrica. Ci sono voluti quasi due anni, ma ora il traguardo delle 100 Ads si avvicina.
Arrivati al giro di boa (o quasi), la società si prepara a chiudere i lavori in altre 20 aree, mentre 10 sono in cantiere. Aspi ha anche “avviato le attività per l’affidamento dei servizi di ricarica ad alta potenza per quanto riguarda le restanti aree di servizio non previste dal piano di Free To X, a cui potranno accedere altri gestori, puntando alla copertura dell’intera rete in concessione”.
Un po’ di storia
Ma cosa succede nel resto della grande viabilità, cioè sulle autostrade affidate a concessionari diversi da Aspi? Quasi tutto bloccato. Mancano infatti i bandi per affidare i servizi di ricarica agli altri operatori. E qui la situazione si complica. Riavvolgiamo dunque il nastro.
Colonnine di ricarica Free To X in autostrada
Siamo a fine 2016, quando la legge di recepimento della direttiva europea Dafi chiede ai concessionari autostradali di stilare i piani per installare le colonnine lungo la grande viabilità. L’obbligo viene però dimenticato fino a fine 2021, quando la legge di Bilancio 2022 prova a ricordarlo.
Ma niente da fare. Tutto rimane sulla carta. Come mai? L’alibi si chiama Autorità dei Trasporti (Art). È a quest’organo che spetta infatti la missione di definire le “regole del gioco”, ovvero gli schemi che i concessionari devono seguire prima di varare i bandi. Tra un rinvio e l’altro, si arriva all’ultimo capitolo, dell’estate scorsa, quando l’Art fa finalmente i compiti per casa. E adesso? Ancora tutto fermo.
“Benefici a lavoro ed economia”
Del tema ce n’eravamo ampiamente occupati su InsideEVs, con un lungo report e un’intervista a Francesco Naso, segretario generale di Motus-E, che ci aveva aiutato a ricostruire la storia e spiegare cosa è andato storto finora. Intanto, però, gli automobilisti aspettano.
“L’autostrada – commenta Roberto Tomasi, amministratore delegato di Aspi – diventa dunque sempre di più un’infrastruttura centrale per lo sviluppo del Paese nel segno della tecnologia e dell’innovazione, creando benefici in termini occupazionali ed economici”.
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