L’Unione europea ha fissato obiettivi ambiziosi sull’auto elettrica. Il problema è però quello che l’infrastruttura di ricarica, che dovrebbe crescere di pari passo alle immatricolazioni, è piuttosto in ritardo. L'ostacolo principale alla diffusione delle colonnine è da ricercare nella rete elettrica, spesso obsoleta.

La Commissione europea, solo la scorsa settimana, ha annunciato che svolgerà un grosso lavoro di aggiornamento che dovrebbe completarsi in un anno e mezzo. Con questo intervento, che sarà effettuato a livello di tutto il territorio comunitario, si dovrebbe risolvere buona parte dei problemi di carenza di energia per le stazioni di ricarica.

Troppi ostacoli

La situazione attuale, però, è ben diversa da quella prospettata. In Spagna, per esempio, quasi la metà delle 1.600 stazioni di ricarica a marchio Repsol non sono attive perché non sono collegate alla rete elettrica. Un rappresentante della compagnia petrolifera iberica ha spiegato alla Reuters:

“Per installare una stazione di ricarica ci vogliono dalle 2 alle 3 settimane. Ma con i problemi alla rete elettrica, l’avvio del servizio può subire ritardi anche di uno o due anni”.

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Quello legato alla distribuzione dell’energia è solo una delle cause per cui la rete di ricarica pubblica europea è in affanno. In Germania, dove i Verdi hanno un forte potere (chiedere a Elon Musk per conferme), una stazione di ricarica è rimasta inattiva per mesi per una norma che proteggeva un singolo albero. Un’altra, su un’autostrada molto trafficata, ha atteso 10 mesi per un’autorizzazione riguardante il rumore.

I tempi si allungano

ChargeUp Europe, gruppo industriale che opera nel settore della ricarica, ha affermato che la Commissione europea ha effettivamente riconosciuto che quello delle autorizzazioni è un grosso ostacolo. Però non ha ancora intrapreso nessuna azione concreta per superarlo. Entro 2 anni dovrebbero arrivare linee guida specifiche per accelerare l’installazione di colonnine pubbliche, ma nell’attesa le cose rimarranno arenate.

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Lucie Mattera, segretaria generale di ChargeUp Europe, ha affermato alla Reuters: “Entro il 2030 le auto elettriche aumenteranno di 10 volte; la rete di ricarica solo di 9 volte”. Questo per via di leggi che ostacolano la messa in funzione di nuove colonnine a diversi livelli, da quelli statali a quelli locali.

E le cose stanno peggiorando. Se negli ultimi anni la media per far entrare in servizio una stazione di ricarica era di 6 mesi, ultimamente questo tempo è aumentato a 2 anni. Serve quindi un veloce cambio di rotta. Per compierlo correttamente il settore chiede all'Europa regole certe e processi altamente standardizzati.