Era l'ottobre scorso quando la nipponica Suzuki mostrava al mondo la sua idea di moto a idrogeno. Teatro e protagonista della presentazione erano il Japan Mobility Show e il Burgman 400 ABS, veicolo a due ruote con propulsore ad H2 invece che a benzina. 

La kermesse nel Paese del Sol Levante non è stata però l'unica chicca sfoggiata allora dal costruttore locale. Al centro infatti di queste righe c'è l'e-Choinori, rivisitazione elettrica di un simpatico scooter a combustione da 50cc a bassa potenza del passato. Ammirato all'epoca dal pubblico, il due-ruote si rivela ora anche nei brevetti.

I segreti dello scooter elettrico di Suzuki

Partiamo da una premessa: secondo Suzuki, il problema di molti veicoli elettrici per l'ultimo miglio sono le batterie alloggiate in punti difficili da raggiungere, perché obbligano il motociclista a sollevare completamente il sedile e, spesso, sono anche pesanti e scomode da trasportare. 

Suzuki E-Choinori

Suzuki e-Choinori

Configurazione e posizione degli accumulatori illustrati in questo brevetto mirano però a risolvere il problema. Le batterie restano infatti sotto il sedile, ma sono facili da estrarre, non richiedendo spostamenti o sollevamenti. Il segreto?

Gli accumulatori sono due e collocati in maniera speculare sui lati del sottosella, nel telaio tubolare. Il motore elettrico dello scooter è invece sotto il pianale, descritto nel brevetto come una grondaia che defluisce l'acqua piovana ed evita che colpisca il propulsore nelle giornate di pioggia battente.

Fotogallery: Suzuki e-Choinori

Il testo che accompagna le immagini rivela anche diversi perni di guida in ciascuna area di montaggio della batteria, per aiutare il motociclista a posizionarle facilmente e correttamente dopo la ricarica. Non sono invece riportati i pesi dei singoli accumulatori.