Della McLaren elettrica si parla da anni, precisamente dal 2020, quando il marchio inglese annunciò il passaggio di tutta la gamma alle zero emissioni entro il 2030. Adesso, però, il ceo Michael Leiters torna sull’argomento con nuove anticipazioni.

Parlando alla rivista Autocar a margine del Society of Motor Manufacturers and Traders Summit di quest’anno, il numero 1 del brand britannico rivela: “Abbiamo avviato un programma di ingegneria”, ma “c’è ancora molto” da fare. Perché?

Dna McLaren e supercar

Semplice (purtroppo): le tecnologie attuali, soprattutto quelle legate alle batterie, non consentono di raggiungere gli standard di prestazioni e dinamica delle McLaren; servono più ricerca e sviluppo.

“Dobbiamo rimanere fedeli al nostro Dna”, sintetizza Leiters: “Le nostre supercar sono leggere e oggi non potrebbero esserlo con un propulsore elettrico. Un veicolo non può definirsi supercar se pesa 2 tonnellate e monta 2.000 cavalli. Servirà tempo per realizzare le soluzioni giuste – continua –. Dobbiamo studiare le celle, il mix di materiali, i sistemi di fabbricazione ecc. Serve tanta scienza”.

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Ostacoli e appelli

E gli ostacoli non finiscono qui, perché poi vanno convinti i clienti, spesso scettici sui progetti per supercar elettriche, e va creata una filiera delle forniture di batterie, settore dove “è difficile trovare un fornitore che rispetti le regole d’origine; la strada è perciò lunga, con la Cina davanti, anche se noi stiamo recuperando”.

Da qui l’appello alla politica del Regno Unito: “Una chiara strategia industriale, guidata da investimenti nella catena degli approvvigionamenti, che non è pronta e necessita di più investimenti”. Il risultato, alla fine, farebbe bene a tutti: “C’è un’occasione d’oro per concentrarsi su auto ad alte prestazioni, perché abbiamo dimostrato in passato che puntare su queste tecnologie è poi utile”.