Cosa c'è dietro l'investimento di Volkswagen in Rivian
I tedeschi finanziano la startup con 5 miliardi per mettere le mani su tecnologie inedite: colpa dei ritardi sull'auto elettrica
Fino a 5 miliardi di dollari, pari a 4,68 miliardi di euro: è un’iniezione di liquidità importante quella che l’europea Volkswagen fa nell’americana Rivian, per un’operazione finanziaria che ha sorpreso un po’ tutti, fra addetti ai lavori e mercati azionari.
Adesso però la domanda sorge spontanea: cosa ha spinto il gruppo tedesco a credere così tanto nella partnership con un’azienda rivale (quantomeno oltreoceano)? Partiamo dalle comunicazioni ufficiali, che parlano di:
- creazione di una joint-venture paritetica focalizzata su tecnologie per auto elettriche software-defined
- ingresso di VW nel capitale della startup
- permesso di utilizzare i brevetti Rivian nei veicoli teutonici
Ma dietro le quinte agiscono ben altre dinamiche.
Fallimento Cariad
A rivelare i retroscena è l’agenzia di stampa inglese Reuters, che ricorda come l’accordo fra le due società sia solo l’ultimo di una serie partita nel settembre del 2022, quando l’allora ceo Herbert Diess fu costretto a lasciare l’incarico per fare posto all’attuale numero 1 del gruppo, Oliver Blume.
Il display della Volkswagen ID.3
Un cambio al vertice figlio delle difficoltà del costruttore nel passaggio dal motore termico a quello elettrico, settore dove sono richieste conoscenze su tecnologie come batterie, ricarica e software che Volkswagen non ha.
Doveva essere l’unità Cariad, fondata nel 2020, a sviluppare soluzioni ad hoc per i veicoli di domani e competere alla pari con Tesla. La missione è però parzialmente fallita, con ritardi e perdite che hanno rallentato i progetti in cantiere, per colpa anche di farraginosità decisionali interne. Ed ecco allora perché entrano in gioco le alleanze con Rivian e non solo.
Che succede adesso
Il nuovo ceo cerca infatti di accelerare i processi attingendo da Case nate con l’obiettivo di sviluppare veicoli esclusivamente elettrici. Come appunto la statunitense guidata da RJ Scaringe, oppure la cinese Xpeng, con cui Volkswagen ha stretto una partnership nell’estate scorsa per realizzare piattaforme da montare nelle vetture all’ombra della Grande Muraglia.
Ora il gruppo tedesco arriverà a detenere fino al 25% delle partecipazioni in Rivian, scalzando l’attuale azionista di maggioranza, Amazon, fermo al 16%. Difficile invece prevedere il destino di Cariad: da una parte c’è il responsabile Peter Bosch, sicuro di mantenere il timone di una nave che non affonderà, ma dall’altro lato ci sono sia gli esperti, non proprio convinti del futuro della divisione, sia gli azionisti di VW, che hanno accolto freddamente l’investimento, considerato troppo oneroso. Il calo in Borsa conferma.
Fonte: Reuters
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