C’è una startup italiana che accumula energia “in fondo al mar”
La milanese Sizable Energy installa un sistema idroelettrico offshore a pompaggio al largo di Reggio Calabria: come funziona (video)
Spiagge calde, mare cristallino e fondali da esplorare. Ma non solo: dalla costa di Reggio Calabria parte anche una rivoluzione nell’accumulo di energia. A prometterla è Sizable Energy, azienda di Milano che ha appena raccolto 8 milioni di dollari (6,88 milioni di euro) in finanziamenti per sperimentare il suo sistema idroelettrico offshore a pompaggio, da installare al largo della città dei Bronzi.
Si tratta di un impianto brevettato composto principalmente da un serbatoio sulla superficie dell’acqua e da due pompe. Quando fonti di energia rinnovabile (come il vento per le pale eolico e il Sole per i pannelli solari) producono elettricità in eccesso (magari perché ci sono tanto vento o tanta luce e, contemporaneamente, poco richiesta di energia da case e fabbriche), il sistema sfrutta quella stessa elettricità per pompare salamoia marina satura (praticamente acqua più salata, quindi più pesante) e portarla dal fondale verso l’alto, nel serbatoio.
La pompa a destra svuota il serbatoio dall’acqua di mare, mentre la pompa sinistra porta su la salamoia marina satura
Quando, invece, c’è più richiesta di energia, la salamoia torna verso il basso sfruttando la forza di gravità e, nel farlo, produce elettricità. In pratica, funge da cosiddetta energia potenziale. La grafica sopra e il video sotto (in inglese) chiariscono meglio il meccanismo.
Più economico e non solo
“Il nostro sistema oceanico immagazzina energia su scala gigawatt a prezzi accessibili, rendendo la rete più stabile, resiliente e pronta per il futuro”, spiega il dottor Manuele Aufiero, ceo e cofondatore di Sizable Energy.
Ma i vantaggi sono anche altri:
- costo livellato di stoccaggio (LCOS) più basso per LDES, anche considerando le proiezioni più ottimistiche per la riduzione dei costi degli ioni di litio;
- design modulare e scalabile in grado di fornire da uno a centinaia di gigawattora di accumulo.
- utilizzo di materiali facilmente reperibili che possono essere prodotti, assemblati e installati a profondità di 500 metri o più, utilizzando le infrastrutture marittime esistenti
“La maggior parte della capacità di accumulo installata oggi proviene da impianti idroelettrici a pompaggio onshore, ma sono lenti da costruire, costosi da scalare e limitati da problemi geografici e ambientali”.
Invisibile dalla costa, il sistema entrerà in commercio nel 2026, qualora l’esperimento di Reggio Calabria porti i frutti sperati.
Fotogallery: Il sistema idroelettrico offshore a pompaggio di Sizable Energy
Fonte: Sizable Energy
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