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Ecco il progetto Ue per rilanciare le batterie al litio metallico

Si chiama Stellar e dura quattro anni, durante i quali si creerà un impianto produttivo di prova di lamine anodiche

Stellar, il progetto Ue per lamine anodiche di batterie
Foto di: Fraunhofer IFAM

Dalla Germania, un progetto europeo per produrre lamine anodiche per batterie al litio metallico da montare nelle auto elettriche. A lanciarlo è il Fraunhofer ITWM, che collabora con 16 partner del continente nel programma Ue “Stellar”. L’obiettivo è dare vita a una fabbrica di prova con produzione sicura e sostenibile.

Le celle in questione hanno infatti una densità energetica maggiore rispetto alle tradizionali agli ioni di litio, ma anche durata inferiore. Stellar (nome completo: “Produzione sicura, sostenibile e ad alta produttività di anodi al litio metallico affidabili per batterie di quarta generazione, o Gen 4b/4c/5”) mira a superare questi problemi.

Come funziona

Il progetto è stato lanciato a giugno 2025 e avrà una durata di quattro anni, fino al 31 maggio 2029. L’impianto sorgerà invece vicino alla sede dell’azienda belga Avesta Holding, specializzata proprio nella produzione di batterie al litio metallico. Ma come funziona?

Stellar, il progetto Ue per lamine anodiche di batterie

Stellar, il progetto Ue per lamine anodiche di batterie

Foto di: Fraunhofer IFAM

“In una camera a vuoto – spiega la stampa estera – il sottile strato di litio viene applicato a sottilissime lamine di rame. Questo processo di produzione di anodi per batterie al litio metallico prevede un impianto di produzione roll-to-roll che srotola continuamente le lamine da una bobina, le lavora e poi le riavvolge su un’altra bobina.

La ricerca monitorerà le proprietà della pellicola durante questo processo in complesse condizioni di vuoto, con parametri chiave come lo spessore dello strato, la consistenza superficiale, la conduttività elettrica e la qualità del taglio e dei bordi”.

Lo stabilimento avrà una capacità produttiva industriale di circa 60 km di lamina anodica all’anno, garantendo ai partner del progetto uno spessore dello strato di litio compreso tra 5 e 15 micrometri.