Le batterie allo stato solido non sono sicure come si pensa?
I rischi legati a questa tecnologia non sono del tutto esclusi. Incendi e corto circuiti possono accadere: serve una progettazione attenta
Le batterie allo stato solido sono note per le migliori prestazioni che riescono a offrire. Velocità di ricarica più alta e maggiore densità energetica. Ma sono attese dal mercato anche perché sono considerate più sicure. In Cina, però, c'è un acceso dibattito al riguardo. Alcuni ricercatori infatti stanno dicendo che non è matematico che le batterie allo stato solido offrano vantaggi in questo senso.
Insomma, oltre agli ostacoli inerenti la produzione in alti volumi, questo tipo di accumulatori potrebbe essere ancora acerbo anche da un punto di vista tecnologico. Ma vediamo quali sono i dubbi da sciogliere.
La sicurezza non è scontata
Una batteria allo stato solido - come spiega il nome - ha un elettrolita solido in sostituzione di quello liquido adottato sulle attuali batterie agli ioni di litio. Il fatto che l'elettrolita sia solido aiuta, tra le altre cose, a contrastare la propagazione di cortocircuiti e fughe termiche all'interno delle celle e questo, in definitiva, diminuisce il rischio di incendio in caso di malfunzionamento. Questa, almeno, è l'opinione comune della comunità scientifica. Ma andando un po' più in profondità sulla questione, le cose si complicano.
Durante la World Power Battery Conference del 2025, infatti, in alcune delle conferenze e tavole rotonde in programma, è stato sottolineato il fatto che le batterie allo stato solido sono comunque dei sistemi elettrochimici ad alta densità energetica che non possono essere considerati esenti dal rischio di fughe termiche.
Come è fatta una cella con elettrolita solido
E alcuni ricercatori hanno anche dimostrato come il litio metallico può interagire direttamente con i materiali catodici in assenza di ossigeno, innescando reazioni che possono innalzare la temperatura interna alle celle anche fino a 2.500 gradi. Oltretutto, queste reazioni possono avvenire anche se le batterie sono completamente scariche.
Ci sono anche altri problemi. Se da una parte è vero che con le batterie allo stato solido la formazione di dendriti è quasi del tutto assente, i vari elementi utilizzati all'interno delle celle possono comunque degradarsi formando microfratture e frastagliature sui bordi. Queste irregolarità possono innescare pericolosi cortocircuiti ed essendoci in gioco energie più elevate i rischi di instabilità termica non sono del tutto esclusi.
La batteria allo stato solido della Gangfeng
La verità sta nel mezzo
Dalla conferenza organizzata in Cina emerge quindi una realtà leggermente diversa. E gli analisti ci tengono a specificare che le batterie allo stato solido possono essere potenzialmente più sicure di quelle agli ioni di litio, ma devono essere progettate tenendo conto di rischi che potrebbero essere sottovalutati.
Dall'altra parte, le batterie agli ioni di litio stanno facendo progressi proprio sul fronte della sicurezza, adottando elettroliti ignifughi e una serie di soluzioni tecniche che prevengono i guasti o che, in caso di malfunzionamento, riescono a intervenire in modo più rapido e puntuale.
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