A che punto è il veicolo elettrico economico di Ford?
Intervistato da InsideEVs US, il ceo Jim Farley aggiorna sul pick-up a batterie da 30.000 dollari previsto per il 2027
Nel 2026, il Salone dell’Auto di Detroit non è più l’evento di risonanza internazionale che era un tempo. Ford ha però colto l’occasione per mettere in vetrina i suoi più recenti progetti legati alle prestazioni e alle corse, inclusa la nuova partnership sui propulsori con Red Bull Racing in Formula 1.
Realizzare un’unità di potenza vincente in Formula 1 non è affatto semplice. Ma il ceo di Ford, Jim Farley, ha dichiarato a InsideEVs US che si tratta di una sfida paragonabile allo sviluppo della nuova Universal EV Platform, il progetto segreto “skunkworks” pensato per creare un’architettura elettrica di nuova generazione in grado di competere coi costruttori cinesi su tecnologia e costi.
«È letteralmente come una missione Apollo o Gemini all’interno di Ford», ha detto Farley, facendo riferimento ai programmi spaziali statunitensi degli anni Sessanta e Settanta.
«Un progetto tipicamente americano, ad alto rischio… e, proprio come i propulsori di Formula 1, è uno dei progetti più complessi a cui abbia mai partecipato».
Ford Jim Farley UEV
Debutto nel 2027
Annunciata lo scorso anno, la Universal EV (UEV) Platform dovrebbe debuttare nel 2027 con un pickup elettrico prodotto in Kentucky, che Ford venderà con un prezzo di partenza intorno ai 30.000 dollari. Su questa piattaforma potrebbero arrivare fino a sette varianti, i cosiddetti “top hat”, tra cui un crossover di medie dimensioni. Giovedì il ceo ha fornito un aggiornamento sul programma, affermando che la fase di “commercializzazione” procede bene.
«Tutti i componenti sono stati quotati e progettati e ora siamo profondamente impegnati nell’adeguamento dello stabilimento produttivo», ha spiegato.
«Abbiamo fermato la produzione dell’Escape. Le macchine per il megacasting sono operative. Stiamo costruendo prototipi controllati dal nostro software proprietario di architettura elettrica zonale. È stato entusiasmante vedere il veicolo sterzare e frenare grazie al software Ford e al silicio che abbiamo progettato e specificato internamente».
Nel 2026, una nuova piattaforma per veicoli elettrici potrebbe non sembrare un allunaggio. Ma per Ford, l’architettura UEV rappresenta un possibile azzeramento radicale del modo di costruire auto elettriche, oltre a un antidoto a molti dei problemi incontrati finora.
Il progetto da 5 miliardi di dollari è nato in California, lontano dal resto dell’ecosistema dirigenziale di Ford, per garantirne indipendenza e riservatezza. È guidato da veterani provenienti da aziende come Tesla, Apple e Rivian e sarà realizzato su una linea di assemblaggio completamente ripensata.
Il veicolo elettrico utilizzerà nuove batterie LFP (litio-ferro-fosfato), sviluppate in collaborazione con il colosso cinese CATL, e impiegherà il 20% di componenti in meno rispetto a un’auto tradizionale, per ridurre i costi. Ford ha dichiarato che il primo pickup offrirà lo spazio interno di un crossover di medie dimensioni pur mantenendo l’ingombro della Maverick, supporterà aggiornamenti software completi over-the-air grazie a un’architettura elettrica zonale sviluppata da zero e proporrà sistemi di assistenza alla guida “a mani libere” circa un anno dopo il lancio.
Sistema di produzione universale EV Ford
Cina nel mirino
Ma, soprattutto, il progetto punta a raggiungere costi di produzione paragonabili a quelli ottenuti dal colosso cinese BYD in Messico, un elemento chiave per rendere i veicoli elettrici davvero redditizi, non semplici prodotti in perdita.
Un’ambizione di questo livello è diventata cruciale per il futuro di Ford. Lo scorso anno, a fronte di perdite crescenti, la casa americana ha cancellato il pick-up elettrico F-150 Lightning e il suo successore. Ora fa grande affidamento sul progetto skunkworks, concentrandosi pure sugli ibridi per i veicoli di grandi dimensioni, dopo anni di forti investimenti e vendite di elettriche inferiori alle attese.
Ciononostante, Farley ha ammesso che il progetto UEV è così nuovo e rivoluzionario, con un numero elevato di tecnologie inedite, da non garantire automaticamente il successo. Molti costruttori hanno infatti incontrato problemi di qualità sulle piattaforme elettriche più recenti, soprattutto sul fronte software.
«Abbiamo adottato moltissimi approcci sperimentali con nuovi fornitori. È un modo totalmente diverso di costruire un veicolo. Nuovi layout delle postazioni di lavoro, nuove soluzioni IT per gestire il rilascio dei componenti. Ci sono tantissimi elementi sperimentali per Ford e, in questo momento, siamo concentrati semplicemente sull’atterraggio dell’aereo».
Secondo Farley, però, il progetto UEV è fondamentale per consentire a Ford di competere coi costruttori cinesi, sia sui mercati esteri, sia potenzialmente negli Stati Uniti.
Pickup su piattaforma EV universale Ford
All’inizio della settimana, dopo una visita a uno stabilimento Ford in Michigan, il presidente Donald Trump ha ribadito di essere aperto alla vendita di veicoli cinesi negli USA, purché vengano prodotti localmente.
«Se vogliono venire qui, costruire uno stabilimento e assumere voi, i vostri amici e i vostri vicini, per me va benissimo», ha dichiarato Trump al Detroit Economic Club.
«Lasciamo entrare la Cina, lasciamo entrare il Giappone».
Parole che probabilmente non hanno entusiasmato i vertici dell’industria automobilistica americana. Lo stesso Farley ha più volte sottolineato come i costruttori cinesi siano avanti rispetto a quelli statunitensi in termini di tecnologia, costi e redditività. E al CES della scorsa settimana, il gruppo cinese Geely ha lasciato intendere in modo sempre più chiaro un possibile ingresso nel mercato USA.
«Oggi sono i concorrenti più importanti, direi, insieme ai sudcoreani», ha affermato Farley parlando delle Case cinesi. Pur precisando di non poter parlare a nome di Trump, ha aggiunto che «è molto positivo che il presidente degli Stati Uniti stia riflettendo su questo tema. Sono incoraggiato e penso che come Paese avremo un grande dibattito. C’è molto da dire su quali dovrebbero essere queste politiche».
Nel frattempo, Farley ha evitato di entrare nei dettagli sulle possibili applicazioni future della piattaforma UEV, inclusa l’ipotesi che possa essere alla base di un’eventuale nuova generazione della Mustang Mach-E.
«Ho molte idee in merito, ma non sono ancora pronto a parlarne», ha concluso.
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