I range extender corrono più dell'auto elettrica: il caso Scout
Il modello "Harvester" del marchio americano del gruppo Volkswagen arriverà prima come EREV e poi come BEV
Il ceo di Scout Motors, Scott Keogh, aveva sorpreso tutti dichiarando che oltre l’80% dei preordini della Casa riguarda i modelli “Harvester”, dotati di motore elettrico con range extender a benzina. È stato il primo segnale che la domanda per veicoli elettrici ad autonomia estesa, o EREV, esiste davvero.
Così, per soddisfarla, probabilmente l’azienda lancerà prima la versione EREV di Terra e Traveler, anche se la versione completamente elettrica non sparirà.
“La nostra intenzione è fare entrambe le cose”, ha spiegato Keogh durante un’intervista sul palco del BloombergNEF Summit di San Francisco, riferendosi a EV puri ed EREV.
“Probabilmente partiremo con il range extender, perché è lì che si concentra il volume”.
In arrivo nel 2027
Scout, nuovo marchio elettrico del gruppo Volkswagen, prevede di avviare la produzione di Terra e Traveler in un nuovo stabilimento nella South Carolina nel 2027. Keogh ha aggiunto che l’azienda punta a raggiungere 100.000 unità all’anno entro tre anni.
Fotogallery: Scout Terra Electric Pickup Truck
In effetti, la tecnologia EREV si adatta perfettamente agli acquirenti americani di pickup elettrici alle prime armi, spesso scettici riguardo autonomia e tempi di ricarica. Un EREV risolve i problemi grazie a un generatore a benzina di backup, pur garantendo un’esperienza di guida elettrica completa, con coppia istantanea e accelerazione immediata. Per questo anche il Ram 1500 REV e la prossima Ford F-150 Lightning saranno EREV.
“Credo sia una classica soluzione americana: dare al cliente tutto quello che vuole”, ha detto Keogh.
“Lo 0-100 km/h in 4,5 secondi, i 1.000 lb-ft (1.356 Nm) di coppia, le 150 miglia di autonomia elettrica e le 500 miglia di autonomia totale (240 e 805 km), più di molti veicoli a combustione. È una soluzione accattivante per il mercato americano, nel senso del dramma tipico del mondo EV.”
Soluzione vincente?
I clienti sembrano interessati e, almeno nel breve termine, i pickup completamente elettrici difficilmente sostituiranno del tutto quelli a benzina. Però nessun EREV è ancora arrivato sul mercato e non ci sono informazioni complete sui prezzi. Se i modelli non offriranno risparmi significativi ed efficienza sufficiente per giustificare il sovrapprezzo rispetto agli elettrici puri, l’interesse potrebbe durare poco.
La buona notizia per Scout, secondo Keogh, è che l’azienda non dipende dall’accettazione degli EREV. Il generatore a benzina, infatti, non alimenta direttamente le ruote: così la differenza tra i modelli Harvester e i veicoli completamente elettrici è minima. Lo stabilimento e la catena di fornitura sono flessibili, quindi se la domanda di Harvester calerà, l’azienda potrà rapidamente aumentare la produzione di BEV.
“Non serve stravolgere la fabbrica o la supply chain. Si può gestire il mercato man mano che oscilla,” ha concluso Keogh.
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