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È in Europa il secondo Paese che produce più auto elettriche al mondo

Nel 2025, dietro all’inarrivabile Cina, la Germania ha sfornato oltre 1,2 milioni di vetture full electric. E nel 2026...

Volkswagen ID. Polo
Foto di: Volkswagen

Sorpresa! Dopo l’inarrivabile Cina, il secondo Paese che produce più auto elettriche al mondo si trova molto vicino a noi, in Europa. Parliamo della Germania, Stato membro dell’Unione europea che, stando alla VDA – l’associazione dell’industria automobilistica locale –, vanta 1,22 milioni di unità BEV (Battery electric vehicles) sfornate nel 2025.

Si tratta di una crescita del 15% rispetto al 2024, quando il Paese aveva già conquistato il secondo posto di questa particolare classifica, dietro sempre allo Stato del Dragone. Insieme alle vetture ibride plug-in (PHEV, acronimo di Plug-in hybrid electric vehicles, 450.000 esemplari), la produzione di veicoli alla spina raggiunge quota 1,67 milioni (+23%).

Volkswagen ID.Polo, la prova del prototipo

Il logo frontale della Volkswagen ID.Polo, ancora camuffata

Foto di: Volkswagen

Sul gradino più alto del podio, come accennato, si piazza invece la Cina: 16,1 milioni le auto elettriche che hanno visto la luce sotto la Grande Muraglia. Chiudono la top 3 gli Stati Uniti, con 1,04 milioni di BEV usciti dalle fabbriche.

La top 3 dei Paesi produttori di auto elettriche nel mondo

  1. Cina: 16,1 mln
  2. Germania: 1,22 mln (+15%)
  3. Stati Uniti: 1,04 mln

Un 2026 in crescita

Ma oltre alla panoramica dell’anno lasciato alle spalle, gli analisti mettono nero su bianco anche le previsioni per il 2026. Entro dicembre prossimo, saranno circa 1,34 milioni le nuove targhe verdi “made in Germany”. In pratica, un aumento del 10%.

Merito dei nuovi incentivi, che garantiscono uno sconto sull’acquisto di un’auto elettrica alle famiglie a reddito medio-basso, per un massimo di 7.000 euro.

“L’industria automobilistica tedesca sta portando avanti con determinazione la mobilità elettrica e la mobilità climaticamente neutra”, commenta la presidente della VDA, Hildegard Mueller.