L'auto elettrica non prenderà piede? Forse, ma ricordate il diesel?
Le auto a gasolio sono state una nicchia per decenni, ma poi hanno conquistato il mercato: le zero emissioni possono fare uguale
L’Italia ha chiuso il 2025 con le auto elettriche al 6,2% della quota di mercato. Parliamo di 94.973 vetture a zero emissioni su un totale di 1.525.722 immatricolazioni. Per quanto rispetto al 2024 la crescita sia stata considerevole (al 31 dicembre di due anni fa non si andava oltre il 4,2% di quota e i 65.932 esemplari) siamo ancora su cifre "residuali".
Ecco perché molti, anche basandosi sui numeri, credono che l’auto elettrica non prenderà piede. O che non lo farà certo entro quel 2035 che rappresenta ancora una data spartiacque per la mobilità europea. Ma ricordate in quanto tempo e in che modo il diesel si è fatto largo sul mercato arrivando a occupare una posizione dominante? Ripercorriamo quella storia.
Un’alimentazione di nicchia
La prima auto a gasolio di serie arriva intorno alla metà degli anni ’30. È la Mercedes 260 D (in cui D sta proprio per diesel). Fino agli anni ’70, però, i modelli con questo tipo di alimentazione sono pochi. La tecnologia non è matura. Deriva da quella adottata per mezzi agricoli e camion e le auto che la usano sono lente, poco efficienti e molto rumorose. Anche allora c'era l'opinione che non potesse imporsi.
Nel 1975 la quota di mercato in Europa è ancora intorno al 3%. Nel 1980 è poco più del doppio (7%). Il motivo per cui cresce così tanto è da ricercare nella crisi petrolifera, che fa aumentare a dismisura il prezzo dei carburanti e spinge molti automobilisti a passare al gasolio, che è meno costoso della benzina.
Il diesel mette il turbo (e non solo)
Le Case auto iniziano a vedere un potenziale nei motori diesel: gli investimenti si moltiplicano e le tecnologie evolvono. Nel 1978 - di nuovo grazie a Mercedes - arriva sul mercato la prima auto turbodiesel. Sai primi anni ’80 a listino ci sono parecchi modelli a gasolio con sovralimentazione. Sono più potenti, hanno tanta coppia e iniziano ad accorciare lo svantaggio prestazionale che da sempre soffrono rispetto ai motori a benzina. Nel 1985 la quota di mercato in Europa è del 5%.
Mercedes, seguita a ruota da Peugeot e Renault e poi da Volkswagen, ci crede. L’offerta di vetture a gasolio aumenta. Nel 1990 la quota arriva al 14%, nel 1995 al 22%. Cioè, tralasciando la fase "sperimentale", dopo circa 30 anni dall’introduzione dei primi modelli sul mercato, 1 auto su 5 di quelle vendute è a gasolio.
Poi Fiat mette a punto il common-rail (con l’Alfa Romeo 156 1.9 JTD del 1997). Le auto a gasolio si trasformano: diventano più potenti, più silenziose, più efficienti e più facili da guidare. Inizia l'era moderna. Nel 2000 siamo al 32% di quota, nel 2005 al 47%. Nel 2011 si raggiunge il picco storico del 55%. Poi le cose cambiano e si dà avvio a un lento declino: 52% nel 2015; 29% nel 2020; 8-9% nel 2025. I motivi sono "esterni" alla tecnologia.
| Anno | Quota di mercato Ue del diesel |
| 1975 | 2% |
| 1980 | 3% |
| 1985 | 5% |
| 1990 | 14% |
| 1995 | 22% |
| 2000 | 32% |
| 2005 | 47% |
| 2010 | 53% |
| 2015 | 52% |
| 2020 | 29% |
| 2025 | 8-9% |
Il balzo delle elettriche non è da escludere
Ma perché su un sito come InsideEVs si parla di diesel? Semplice, perché si racconta una storia che ha punti in comune con quella dell’auto elettrica. Inventata già nella seconda metà dell’800, è rimasta ai margini per oltre un secolo. I motivi sono analoghi a quelli che hanno relegato a percentuali bassissime le auto a gasolio: la tecnologia è arretrata. Si usavano batterie al piombo o al nichel-metallo idruro che erano pesanti, ingombranti e poco efficienti.
Tesla Roadster
Poi, nel 2008, con la Tesla Roadster, arriva in vendita la prima auto prodotta in serie con batteria agli ioni di litio. A parità di ingombri, la batteria ha una densità energetica maggiore (più autonomia) e un degrado meno accentuato (più durata). Si apre una nuova era in cui tanti costruttori provano a giocare un ruolo da protagonisti. Nel 2010 viene commercializzata la Nissan Leaf, nel 2012 la Tesla Model S, nel 2013 la BMW i3 e la Renault Zoe. Sembra passato un secolo, ma 10 anni fa le auto elettriche non erano praticamente considerate da nessuno quando si parlava di cambiare auto.
In Europa nel 2015 hanno solo l’1% di quota. Nel 2020 toccano il 5,4% e nel 2025 il 17,4%. Si tratta di una crescita velocissima (per quanto inferiore alle attese) e ancora una volta, cercando un parallelo col diesel, sono i progressi tecnologici a dettare il ritmo con cui questa alimentazione si diffonde.
| Anno | Quota di mercato Ue dei BEV |
| 2015 | 1% |
| 2020 | 5,4% |
| 2025 | 17,4% |
Uno scenario in evoluzione
Per capire quanto siano migliorate le vetture, i numeri valgono più di mille parole. Nel 2015 l’autonomia media dei modelli elettrici in vendita in Europa è di 145 km. Nel 2017 raggiungono i 200 km, nel 2020 i 310 km. Nel 2023 si supera la soglia dei 400 km e nel 2025 quella dei 450 km.
La Volvo EX60 ha autonomia oltre gli 800 km
Parliamo di potenza di ricarica? Nel 2015 la media in Europa è di 50 kW. Nel 2020 raddoppia (115 kW) e nel 2025 supera i 200 kW. Tradotto in tempo di attesa alla colonna, nel 2015 per passare dal 10% all’80% di carica ci vogliono tra i 45 e i 60 minuti. Nel 2025 ne bastano 15-20. E in futuro?
| 2015 | 2020 | 2025 | |
| Autonomia media | 145 km | 310 km | 450 km |
| Potenza media ricarica | 50 kW | 115 kW | 200 kW |
| Tempo medio alla colonnina | 45-60 minuti | 30-35 minuti | 20 minuti |
Le previsioni al 2035
Gli scenari possibili saranno influenzati da numerose variabili, ma stime prudenti fanno presumere che nel 2030 l’autonomia media si aggirerà intorno ai 600 km, la potenza media di ricarica sarà di 300-320 kW e il tempo medio di sosta alla colonnina per passare dal 10% all’80% sarà di 15 minuti. Le stime al 2035 disegnano uno scenario completamente diverso dall’attuale. Con autonomie medie di 700 km, potenze medie di ricarica di 400-420 kW e tempi di sosta alla colonnina di circa 10 minuti.
BYD testa la ricarica a 1.500 kW
Questo per quanto riguarda i progressi tecnologici. E parlando di penetrazione del mercato? Grazie ad autonomia e potenza di ricarica in aumento, a nuove tecnologie, alla crescita dell’infrastruttura di ricarica, alla presenza di sempre più modelli a zero emissioni in commercio e all’azzeramento del divario di prezzo tra elettrico e termico, le auto a batteria dovrebbero raggiungere il 50% intorno al 2030. Questo a prescindere dalla normativa europea.
Anche qui, le analogie con le auto a gasolio non mancano. A lungo viste come esotiche - un'opzione praticabile per nerd o ambientalisti integralisti -, ora sono un’alternativa concreta per 1 automobilista su 5. Tra 10 anni sarà la normalità. Forse non l’unica soluzione disponibile sul mercato, istituzioni permettendo, ma qualcosa che non guarderemo certo più con scetticismo. Prepariamoci. Il diesel ci ha dimostrato che tutto è possibile.
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