Perché la smart #2 costerà meno di 25.000 euro
Piccola, ma piena di contenuti e dall'immagine esclusiva come le antenate, la nuova citycar elettrica troverà l'equilibrio tra costi e autonomia?
Tra Roma e Milano si esulta già: il marchio smart, dopo aver virato verso il SUV compatti, si prepara a tornare alle origini proponendo una nuova generazione del suo modello "originale": la piccola fortwo, che rinascerà sotto il nome di smart #2. Ma come sarà e, soprattutto, quanto costerà la rinnovata citycar elettrica?
Da quando il brand creato a fine anni '90 dalla joint venture tra Mercedes e Swatch (sì, quella degli orologi) è passato per metà sotto il controllo del colosso cinese Geely, la speranza è stata quella di rivedere una smart cittadina a due posti che sfruttasse capacità produttive e sinergie cinesi per superare il nodo cruciale del prezzo, che nel caso della smart non è mai stato commisurato alle dimensioni, bensì ai contenuti. E in buona parte sarà ancora così.
Esclusiva e di sostanza
Da una due-posti secchi lunga molto meno di 3 metri (si parla di 2,79 metri, 10 cm più dell'ultima generazione) normalmente ci si aspetterebbe un prezzo inferiore ai 20.000 euro, specie considerando che la concorrenza spinge proprio su questo aspetto: la nuova Renault Twingo E-Tech Electric, appena presentata, parte da 19.500 euro e offre quattro porte e quattro posti, mentre la Fiat Grande Panda sfiora i 24.000 euro ed è lunga 4 metri. Ma nel caso della smart, la questione è diversa.
smart Concept #2 (2026)
Nell'intervista che Motor1 ha realizzato a settembre 2025 con Dirk Adelmann, ceo della divisione europea della Casa, il dirigente aveva ipotizzato un prezzo d 27.000-28.000, mentre oggi si parla di un ridimensionamento a circa 23.000 euro, che non sono comunque pochi, ma che metterebbero la citycar in concorrenza con il cuore del segmento delle piccole a batteria.
Lo stesso Adelmann ha infatti precisato che il progetto prende spunto da una serie di desideri e indicazioni espressi dal pubblico di alcuni mercati-chiave, tra cui proprio l'Italia, ma che curiosamente non mettono in primo piano il prezzo.
Almeno, non davanti ad altre caratteristiche come autonomia, raggio di sterzata, praticità, spazio, flessibilità, ricarica. Insomma, i futuri acquirenti della #2 si aspettano un'auto del livello di una smart, che come già sottolineato, non è mai stata economica quanto la taglia "micro" avrebbe suggerito.
Concetto intelligente #2 (2026)
L'incognita della piattaforma
Anche chi pensava a una "facile" economia di scala, pensando alle versatili piattaforme del Gruppo Geely, dovrà ricredersi: Adelmann ha specificato che quella della piccola è tutta nuova ed è stata sviluppata internamente da Geely e Mercedes perché non è stato trovato nessun altro partner disposto a impegnarsi in questo progetto.
Dunque una piattaforma di nuova progettazione, non derivata dalle versatili declinazioni della SEA di Geely, significa costi da ammortizzare, mentre il desiderio di un'autonoma elevata (si parla di 300 km) escluderebbe soluzioni economiche anche sul piano delle batterie.
CATL, partner di Geely, sta infatti preparandosi per la produzione in massa di quelle agli ioni di sodio, che sarebbero un'ottima soluzione, visto il costo fino al 30% inferiore a quelle al litio, ma hanno come controindicazione una densità energetica più bassa (da circa 250 Wh/kg a 175 Wh/kg), che significa autonomia necessariamente ridotta su un'auto con così poco spazio a bordo. Tutto il contrario del desiderio espresso dai clienti.
Fotogallery: Smart Concept #2 (2026)
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