Tutte le auto elettriche economiche che si ispirano al passato
La Volkswagen ID. Polo è solo l'ultima della lista: dalle Renault 4 e 5 alla Fiat Grande Panda, tanti i modelli che omaggiano la tradizione
Non chiamatela ID. 2. La nuova auto elettrica compatta di Volkswagen si mostra al pubblico col nome definitivo: ID. Polo. Un segnale chiaro della direzione in cui ha intenzione di muoversi il marchio di Wolfsburg per rinnovare la gamma a zero emissioni. Un rimando al passato (e al proprio patrimonio), esattamente come hanno fatto tanti altri costruttori europei.
Verrebbe da dire che l’era “ID” sia in un certo senso terminata. Anche perché la ID. Polo è un modello chiave: apre il ciclo delle auto elettriche accessibili del gruppo, quelle con prezzo di partenza fissato a 25.000 euro.
L'era ID finisce? No, ma evolve
Ritorno al passato, si diceva. O meglio, voglia di proseguire nel solco della tradizione. D’accordo, quelle due letterine che stanno per “Intelligent Design” (e non solo) restano, ma al posto dei freddi numeri si è scelto di abbinarvi un nome a dir poco famoso, quello della segmento B più longeva e famosa della storia di Wolfsburg, prodotta - dal 1975 a oggi - in oltre 20 milioni di esemplari.
La concept Volkswagen ID. 2all
Anche dal punto di vista stilistico, se la ID.3 voleva rappresentare un modello di rottura, per trasmettere anche visivamente il concetto di una mobilità nuova, con questa Polo elettrica si cambia strategia. L’auto è simile alla Polo con alimentazione tradizionale. Spiega, con il suo aspetto, che l’era delle zero emissioni è entrata a far parte della vita di tutti i giorni. È un concetto “normale” e quotidiano, con il quale stiamo imparando a convivere.
Le altre elettriche che rimandano al passato
La mossa di Volkswagen con la ID. Polo sembra azzeccata. Almeno guardando al panorama attuale delle auto elettriche. Molte di quelle che hanno riscosso i maggiori favori del pubblico hanno fatto una scelta analoga. Gli esempi non mancano.
Renault 5 E-Tech elettrica
Renault 4 E-Tech elettrica
Renault Twingo E-Tech Electric
Partiamo da Renault: prima la 5, poi la 4 e, dal 2026, la Twingo. Nomi storici per vetture che attingono a piene mani al design delle omologhe auto del passato. Poi c’è Fiat, con la 500e, l’elettrica alla moda che evolve il design della 500 termica, e la Grande Panda.
In questo caso la reinterpretazione è un po’ più libera. L’elettrica “grande”, appunto, cresce fino a 4 metri di lunghezza e assume le proporzioni di un SUV, ma nello stile richiama la citycar disegnata da Giorgetto Giugiaro quasi mezzo secolo fa.
Fiat 500e
Fiat Grande Panda
Della partita fa parte anche MINI. Il brand britannico è rinato nel 2001 sotto BMW con l’intento preciso di realizzare vetture che ricordassero la mitica Mini del 1959, ma quando è arrivato il momento di realizzarne delle varianti a batteria si è voluto dare continuità al linguaggio stilistico, giocando solo sui dettagli. E senza cambiare il nome (o quasi). Un po’ come ha fatto Volkswagen, che arriva per ultima (per ora), ma che potrebbe aver trovato la via giusta per il successo.
Sarà curioso vedere se anche gli altri brand del gruppo tedesco, Audi in testa, che ha appena confermato un'elettrica "economica" per il 2026, faranno altrettanto.
La Volkswagen ID. Polo vista dal vivo: video
Fotogallery: Volkswagen ID.Polo camouflage
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