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Sono stato in Cina e ho visto come usano i robot umanoidi

Nel Paese del Dragone sono usati nelle stazioni e negli aeroporti. Ecco perché siamo di nuovo costretti a inseguire

robot umanoidi
Foto di: InsideEVs

Signore e signori, benvenuti nel futuro. Parlo da italiano che viaggia più o meno ovunque nel mondo per lavoro e per diletto: quello che sta succedendo in Cina non può non stupire.

Nel Paese del Dragone i robot umanoidi non sono più un qualcosa su cui lavorano gli scienziati in laboratorio. Nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti, nei centri commerciali e anche nelle concessionarie di automobili, sono entrati a far parte della vita di tutti i giorni: strumenti concreti a supporto delle persone in carne e ossa (o in sostituzione di esse) nello svolgimento delle loro attività quotidiane.

La Cina è di nuovo capofila

Al momento, sono utilizzati principalmente per scopi commerciali, ma non manca molto perché diventino veri assistenti personali. Almeno, questa è la sensazione.

Il fatto è che come per le batterie o i cosiddetti software defined vehicle (per restare su temi legati alla mobilità) sembra che in Cina si sia già aperta una nuova strada e che il resto del mondo sia in ritardo, costretto a inseguire.

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Il robot umanoide di Chery

Foto di: InsideEVs

I robot a supporto delle persone

Vedendo quello che succede, viene anche da pensare che Elon Musk non sia stato così visionario parlando del suo Optimus e del cambio di direzione di Tesla, da produttore di automobili a tech company. Forse, viste le sue frequenti trasferte a Shanghai per la Gigafactory, non ha fatto altro che copiare un modello già esistente.

Sia quel che sia, in Cina i robot umanoidi danno informazioni, indicano dove recarsi, rispondono a domande e forniscono supporto. Sostituiscono gli umani in tutta una serie di operazioni che qui da noi sono ancora svolte da persone vere.

Robot umanoidi

Il robot Optimus di Tesla

Si dice che la Cina abbia pensato a questa soluzione per risolvere l’inesorabile invecchiamento della popolazione che in futuro l’età media sarà più alta e un numero crescente di persone avrà bisogno di assistenza. Ma non è solo questo. E non è neanche solo un’incredibile opportunità di business. È anche una dimostrazione di forza sotto il profilo dell’innovazione. E qui entrano in gioco anche le Case auto. 

Una base comune con le auto

Il legame tra mobilità e robotica, infatti, è più saldo di quanto possa sembrare. Le competenze necessarie – sensori, visione artificiale, batterie, attuatori, software di controllo – sono in gran parte le stesse che servono per sviluppare veicoli elettrici moderni e sistemi di guida autonoma.

Così, costruttori come Chery, Xpeng, Geely, GAC, Changan, NIO sono tutti impegnati a vario titolo nel campo della robotica. I robot visti nei posti frequentati da tante persone, capaci di interagire velocemente e correttamente con il pubblico, sfruttano tecnologie molto simili a quelle delle interfacce uomo-macchina delle auto più moderne. Cambia il contesto, non la base tecnologica. Così quello che Tesla vuole diventare è qualcosa che le Case cinesi sono già.

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I robot di NIO

Foto di: InsideEVs

Dall'uso commerciale all'assistenza personale

Vengo via dalla Cina con una convinzione e una scommessa. La convinzione è che questo Paese ha capito che il settore dei robot umanoidi può rappresentare una grande opportunità e ha velocemente costruito un intero comparto industriale che - tra agevolazioni e sinergie - sta crescendo alla velocità della luce.

La scommessa, con me stesso, è che entro 3 anni qualcuno di noi vedrà un robot prendere la metropolitana di Shanghai per portare qualcosa a qualcuno come un maggiordomo qualsiasi. Sarà così?

Fotogallery: I robot umanoidi usati in Cina