Com'è fatta la piattaforma EMA della prima Range Rover elettrica
Ha architettura a 800 volt per maggiore efficienza e una ricarica più rapida. Ma anche la possibilità di montare motori termici
È tempo di rivoluzioni in casa Jaguar Land Rover. Il brand di Coventry ha dato un taglio netto al passato fermando la produzione corrente per lanciare una gamma completamente inedita; Land Rover, dal canto proprio, allarga invece l'offerta con una nuova famiglia di modelli che avrà il compito di portare al debutto la piattaforma EMA, l'architettura sulla quale nasceranno le prime elettriche della Casa britannica.
Insomma, siamo di fronte a un cambio di paradigma che coinvolge ogni aspetto dell'automobile, dalla tecnologia al design. Nei prossimi anni Land Rover affiancherà ai tradizionali SUV vetture dalle proporzioni inedite, con linee più basse e sportive, sviluppate attorno a una base tecnica completamente nuova.
Della futura Range Rover GT parliamo in un articolo dedicato che trovate a questo link. Qui vale invece la pena soffermarsi su ciò che la renderà possibile: la piattaforma EMA, destinata a rappresentare il cuore della prossima generazione di Land Rover.
Un’architettura a 800 volt
L'acronimo sta per Electrified Modular Architecture, ma ridurla a un semplice pianale sarebbe limitante. La EMA è infatti un'architettura sviluppata partendo da un foglio bianco e progettata fin dall'inizio attorno alla propulsione elettrica. A differenza delle piattaforme nate per ospitare anche motori termici, integra il pacco batterie nella struttura del veicolo, una soluzione che aumenta la rigidità della scocca, abbassa il baricentro e consente di sfruttare meglio gli spazi interni.
Range Rover GT, le prime foto ufficiali
Tra gli aspetti più interessanti c'è l'adozione di un'architettura a 800 Volt. È lo standard verso cui si sta orientando il mercato premium perché permette di ridurre le perdite energetiche e, soprattutto, di diminuire sensibilmente i tempi di ricarica alle colonnine ad alta potenza. Jaguar Land Rover non ha ancora comunicato la potenza massima supportata, ma la scelta degli 800 Volt lascia intuire prestazioni in linea con quelle dei principali concorrenti.
Il software al centro del progetto
EMA nasce anche con un forte orientamento al software. La nuova architettura elettronica gestirà aggiornamenti over-the-air sempre più estesi, sistemi di assistenza alla guida di ultima generazione e una capacità di elaborazione superiore rispetto agli attuali modelli del gruppo. In altre parole, molte delle evoluzioni dell'auto arriveranno attraverso il software, senza richiedere modifiche hardware.
Range Rover GT, le prime foto ufficiali
Una piattaforma non solo elettrica
C'è però una novità rispetto ai piani iniziali. Quando il progetto fu presentato, la piattaforma EMA era stata pensata esclusivamente per modelli elettrici. Jaguar Land Rover ha invece confermato che potrà ospitare anche motorizzazioni full hybrid, una scelta che riflette l'evoluzione del mercato e offre al costruttore una maggiore flessibilità produttiva.
Nei prossimi anni EMA diventerà la base tecnica di gran parte della futura gamma Land Rover di medie dimensioni. Oltre alla Range Rover GT arriveranno infatti la nuova Velar, le future Evoque e Discovery Sport e la cosiddetta "baby Defender". Modelli molto diversi tra loro, ma accomunati da un'architettura destinata a rappresentare il più importante salto tecnologico compiuto dal marchio negli ultimi decenni.
Fotogallery: Range Rover GT, le prime foto ufficiali
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