Siamo abituati a valutare un'automobile dalla sua dinamica, dai valori di potenza e coppia, dalla qualità degli interni e dalle loro rifiniture, oltre che dal software di bordo. Quello che talvolta viene messo in secondo piano, è invece - a ben vedere - un elemento chiave nell'acquisto da parte di un utente: il prezzo.

Proprio da qui parte l'analisi della Dacia Spring, la cittadina a zero emissioni, in questo nuovo appuntamento con il Perché comprarla elettrica e perché no. Cosa offre e cosa chiede in cambio? Scopriamolo insieme.

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Pregi e Difetti

Ci Piace Non Ci Piace
+Prezzo contenuto -Qualità materiali e assemblaggi
+Immediatezza d'uso -Sterzo poco comunicativo
+Consumi e autonomia -Niente luce nel bagagliaio
+Bagagliaio al vertice della categoria -Assenza del cruise control
  -Divano non abbattibile separatamente

Verdetto

7.3 / 10

Esterni ed interni

Stile tipicamente da Crossover, con una luce a terra di 15 centimetri a sottolinearne la sua natura, superfici bombate ed ampi passaruota resi ancor più evidenti dalle ruote da 14 pollici dell'esemplare in prova. La fotografia della Dacia Spring potrebbe quasi fermarsi qui, anche se alcuni dettagli impreziosiscono ancor di più il design della piccola rumena: le barre sopra il tetto con decorazione in arancione, il paracolpi lungo le portiere con gli stilemi, la griglia che cela sotto la presa di ricarica (su cui torneremo più giù lungo l'articolo), offrono quel mix di frugalità e simpatia che catturano lo sguardo. 

All'anteriore, il cofano piatto sovrasta due gruppi ottici squadrati che poggiano sul paraurti muscoloso a tal punto da "inglobare" anche i fendinebbia e la presa d'aria per il raffreddamento del pacco batteria. Di contro, al posteriore, i gruppi ottici squadrati accompagnano la linea del bagagliaio piatto poco sotto il lunotto.

Prova Dacia Spring (2021)

Estetica da un lato, sostanza anche dall'altro: anzi, a ben vedere, è proprio questo un ulteriore elemento chiave della Spring, a partire dalla capacità del bagagliaio, ai vertici della categoria con i suoi 290 litri. Un bagagliaio che mostra un gradino decisamente profondo in realtà, ma che offre comunque uno spazio regolare, anche se influenzato ai lati da rigonfiamenti dati dai passaruota. 

Sotto il tappeto c'è un ulteriore spazio dove è alloggiata una ruota di scorta, ma all'occorrenza si possono stivare anche cavi di ricarica. Non sono però presenti ganci o luci di cortesia. Con i sedili abbattuti si arriva a 620 litri di capienza, ma il piano non è omogeneo, anzi: ha un gradino pronunciato. 

L'ingresso a bordo è sufficientemente comodo grazie all'angolo di apertura. Si entra agevolmente, prestando un minimo di attenzione al gradino che riveste il pacco batteria posto sotto il divano. Sufficiente lo spazio per la testa, così come quello per le gambe e le ginocchia.

Prova Dacia Spring (2021)
 

 

Fuori

 

Lunghezza

3,73 metri

Larghezza

1,57 metri

Altezza

1,51 metri

Peso

970 kg

Dentro

 

Bagagliaio

290 - 620 Litri

Architettura, batteria e autonomia

La Dacia Spring viene realizzata dalla Dongfeng, costruttore cinese con partnership Renault, sfruttando proprio la piattaforma CMF di segmento A della Losanga. Il pacco batteria è composto da 72 celle, suddiviso in 12 moduli agli ioni di litio con una capacità utilizzabile di 27,4 kWh, e con un peso di poco più di 180 chilogrammi.

Un pacco batteria raffreddato ad aria che alimenta un motore sincrono a magneti permanenti con una potenza di 44 CV (33 kW) ed un valore di coppia di 125 Nm. La garanzia del pacco batteria è pari a 8 anni o 120mila chilometri.

Durante la nostra prova, la cittadina ha mostrato consumi interessanti: poco meno di 9 chilometri e mezzo per kWh. Fuori porta si scende a 8 chilometri per kWh, mentre è in autostrada che la Spring soffre con 6,5 chilometri per kWh, tra l'altro con una velocità massima di 120 km/h.

L'autonomia media è di 218 chilometri, con un picco in ambito cittadino che permette di superare i 250 chilometri. 

Prova Dacia Spring (2021)

Ricarica

La Dacia Spring in prova aveva a disposizione solamente la presa di carica in corrente alternata, ma in compenso, abbiamo provato anche una versione Business con presa CCS Combo2. La potenza massima di carica in corrente continua è di 30 kW, mentre in alternata è di 6,6 kW.

Dalla presa domestica di casa a 2,3 kW, la Spring è in grado di caricare 18 chilometri l'ora, 36 con l'upgrade di corrente e con quindi una media di 4,5 kW disponibili. Su colonnina pubblica in corrente alternata si arriva a 53 chilometri l'ora, mentre in continua si possono caricare fino a 239 chilometri ogni 60 minuti. 

Prova Dacia Spring (2021)

Come va

Date le premesse, è evidente come l'habitat ideale della Dacia Spring sia quello urbano, senza alcun dubbio. A conti fatti però, ci si accorge di questa natura fin da subito per quanto questo crossover offre alla guida, nel bene e nel male. E' per le vie della città che offre il meglio con un diametro di sterzata di 9,6 metri, e dunque svolte strette e curve in ambito urbano si affrontano in piena scioltezza. 

La parola d'ordine di quest'auto è - evidentemente - facilità. E non a caso, anche in termini di potenza, vige la coerenza con numeri non strabordanti: 44 CV e coppia di 125 Nm sono un biglietto da visita evidente. A questo va aggiunta la velocità massima di 125 km/h. 

Come se non bastasse, l'erogazione è un ulteriore chiave di volta: sempre molto morbida e plafonata, definisce un comportamento dinamico chiaro: il poco peso permette di scattare con sufficiente brio, ma non mette mai in difficoltà, nemmeno con il classico "kick down", l'affondo completo del piede sul pedale dell'acceleratore. 

Prova Dacia Spring (2021)

La stessa coerenza la si ritrova anche in fase di frenata: in modalità Normal la rigenerazione avviene esclusivamente tramite affondo sul pedale del freno, mentre in modalità Eco, aumenta il quantitativo di rigenerazione, pur mantenendo sempre quella sua caratteristica di placidità. In aggiunta, va sottolineato come quest'ultima modalità limita la velocità massima a 100 km/h. 

Un ulteriore appunto sul pedale del freno, reattivo il giusto e con un mordente che ricorda un'automobile endotermica: promosso.

Quello che si apprezza meno è evidentemente lo sterzo, fin troppo leggero tra le mani in termini di feedback. E' uno sterzo immediato, sciolto e veloce, e dunque la questione non si pone in ambito urbano, ma una volta fuori porta bisogna interpretare quanto angolo volante dare e percepire il feeling che trasmette di conseguenza se non si vuole correggere sempre la traiettoria. E' una sensazione che, soprattutto nei primi momenti, lascia un po' disorientati. 

Di contro, è apprezzabile il lavoro degli ammortizzatori, perché buche e sconnessioni sono davvero ben supportate. Non c’è mai un affondo netto, una compressione troppo veloce al netto di un’estensione immediata. La comodità in città è dunque garantita, e non c’è alcun effetto dondolo.

Ultime parole per la visibilità -molto buona davanti e sufficiente dietro – e per l’insonorizzazione. Su quest’ultimo punto, va fatta ancora una volta la distinzione: in città non c’è alcun problema, mentre passati gli 80 km/h, fruscii e turbolenze sono davvero evidenti. 

Prova Dacia Spring (2021)

La Tecnica 

 

Motore

Magneti permanenti

Potenza

44 CV 

Coppia

125 Nm 

Capacità Pacco Batterie

27,4kWh 

Tipo di Ricarica

Mennekes | CCS Combo2

Listino prezzi

La Dacia Spring ha un prezzo di partenza di 20.100  euro per la versione Comfort. A disposizione c’è una versione chiamata Comfort Plus – oggetto della prova – con un prezzo di partenza di 21.600 euro; prezzo che sfora i 22mila euro qualora si voglia aggiungere anche la presa di ricarica in corrente continua CCS Combo2 scelta questa vivamente consigliata.