Storiche a batteria, VW eKäfer e le altre
La conversione elettrica di auto classiche diventerà un business. Nel mirino anche Porsche 356 e altri modelli di pregio
Il Salone di Francoforte non riserverà soltanto novità elettriche di nuova produzione: in occasione della rassegna tedesca infatti, Volkswagen torna sul tema dell’elettrificazione delle auto classiche già approcciato da altri costruttori con iniziative sperimentali che preludono alla creazione di veri e propri programmi. Perché? Perché quello che sembra un sacrilegio, potrebbe presto diventare una necessità anche per gli appassionati di vetture storiche.
Il progressivo e continuo inasprirsi delle normative sull’inquinamento infatti in un futuro non lontano minaccia di non risparmiare più nemmeno le vetture da collezione, che potrebbero subire le stesse limitazioni alla circolazione di quelle contemporanee: dunque, per evitare di perdere la possibilità di veder circolare ancora un patrimonio inestimabile di auto storiche le Case stesse stanno valutando un piccolo sacrificio: trasformare anche loro in elettriche.
Nuova vita per il Maggiolino
La novità di Francoforte si chiama eKäfer (in italiano sarebbe "eMaggiolino") e si basa sull'iconico modello la cui produzione è definitivamente terminata lo scorso 9 luglio quando dallo stabilimento messicano di Puebla è uscito l’ultimo esemplare. La eKafer si basa su un esemplare cabriolet del ’73 ed è stata realizzata coinvolgendo gli specialisti in conversioni di eClassics e Volkswagen Group Components.
Il motivo è semplice: sotto la carrozzeria si celano il pacco batterie e il motore elettrico della e-up, dunque 14 moduli agli ioni di litio per un totale di 36,8 kWh e una potenza massima di 60 kW-82 CV. L'autonomia prevista è di 200 km con prestazioni interessanti: scatto da 0 a 80 km/h in 8" e una velocità di punta di 150 km/h, non male pensando che il cx risale agli Anni '30, e il peso sfiora i 1.300 kg considerando i dovuti rinforzi a telaio e freni.
Prevista, anche in questo caso, la possibilità di ricarica veloce che in circa un’ora consente di ottenere un’autonomia di 150 km. Gli interventi esterni sono quasi impercettibili, molto elegante la soluzione per la presa di ricarica, celata dietro al faro posteriore destro che deve essere sollevato per renderla accessibile. Quasi nulle anche le modifiche agli interni con pochi dettagli nella strumentazione, come l’indicatore digitale dell’autonomia nel tachimetro.
La trazione passa davanti
La eKäfer guadagna anche un bagagliaio posteriore, avendo liberato il vano dall'ingombro del motore a scoppio: quello elettrico si trova infatti proprio sopra l’asse anteriore e anteriore è dunque anche la trazione, altro piccolo sacrificio da affrontare per non perdere il piacere di andare in giro con questo simbolo della storia automobilistica. Oltre al costo dell'operazione che non è ancora stato definito...
Le prospettive future
Le informazioni complete su questo progetto saranno comunicate al Salone di Francoforte; gli sviluppi si presentano interessanti, Volkswagen fa sapere che intende intervenire in questo modo anche sul Bulli e non è escluso che si possa pensare a metter mano anche a modelli più pregiati come la Porsche 356.
Il gruppo tedesco non è l'unico ad averci pensato: Jaguar, ad esempio, ha già messo in produzione una piccola serie di E-Type elettriche mentre Aston Martin, dopo aver realizzato una vettura di prova su base DB6 Volante del 1970 (qui sopra il dettaglio della presa) , sta lavorando ad un programma di trasformazione delle sue classiche da offrire alla clientela parallelamente a restauro e assistenza.
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