Merkel vuole aumentare le agevolazioni all'acquisto per centrare l'obiettivo entro il 2030. E per le colonnine arrivano 3,5 miliardi €

La Germania è sempre più il centro d'Europa per la mobilità elettrica. Alle iniziative messe in campo sul fronte delle batterie – che potrebbero contribuire alla “conquista” della gigafactory europea di Tesla – si affianca anche una nuova spinta sul versante delle infrastrutture e degli incentivi.

Dopo aver fissato il target di 1 milione di colonnine entro il 2030, la cancelliera Angela Merkel, intervenendo ieri all'inaugurazione dello stabilimento Volkswagen di Zwickau dove sarà prodotta la ID.3, ha detto infatti di puntare alla stessa scadenza a 10 milioni di auto elettriche circolanti, quasi un quinto del parco complessivo.

L'arma degli incentivi all'acquisto

Un obiettivo di certo non facile da raggiungere, che Merkel vuole vuole perseguire anche attraverso il potenziamento del contributo all'acquisto delle auto green, riconosciuto in parti uguali dal governo tedesco e dalle case auto.

La cancelliera ha posto l'accento sulla validità della formula già utilizzata, senza però fornire dettagli su come lo strumento sarà rafforzato. L'agenzia “Reuters”, tuttavia, ha intercettato un documento dell'esecutivo di Berlino in cui si parla di un aumento degli incentivi per le plug-in da 3.000 a 4.500 euro. Non sono emerse per ora indiscrezioni sugli incentivi per le elettriche pure, anch'essi destinati a crescere, specialmente nel caso delle vetture con prezzo inferiore ai 40.000 euro.

I maxi-fondi per le colonnine e il “Centro di coordinamento”

Per centrare il traguardo del milione di colonnine al 2030, invece, il governo tedesco è pronto a pronto a mettere un campo una valanga di incentivi, per un ammontare complessivo di 3,5 miliardi di euro.

Una cifra monstre che secondo Merkel sarà necessaria fino al 2025, ma non oltre. Perché, ha spiegato, “partiamo dal presupposto che dal 2025 la costruzione e la gestione dell'infrastruttura di ricarica non sarà più un'attività che necessita di sussidi”. Per cominciare, ha aggiunto, “dobbiamo creare rapidamente circa 50.000 punti di ricarica pubblica per assicurare un certo grado di affidabilità”.

La cancelliera ha ufficializzato infine la prossima nascita di un “Centro nazionale di coordinamento per la e-mobility” per implementare nel miglior modo possibile l'infrastruttura di ricarica, con particolare attenzione alla semplificazione dei pagamenti.