Grazie a qualche escamotage costruttivo la compatta californiana potrebbe arrivare intorno ai 25.000 dollari con un'autonomia di 400 km

Per quanto controverso, il pick-up Tesla Cybertruck ha avuto l'indiscutibile pregio di introdurre nella gamma del costruttore californiano un nuovo concetto di veicolo più essenziale nell'aspetto e dal costo più accessibile. Il prezzo base infatti è di 39.000 dollari, circa 36 mila euro, meno della Model 3 (che è comunque allineata alle vetture premium del segmento D con le quali si confronta) e a grandi linee in asse con i migliori pick-up tradizionali suoi rivali teorici.

A quanto pare, da questa idea di veicolo potrebbe derivare in prospettiva una vettura compatta di prezzo decisamente popolare, che il magazine Top Speed ha provato a immaginare in questi render, e che potrebbe essere venduta a un prezzo di circa 25.000 dollari.

Tesla Cybercar

I segreti del risparmio

Tesla si dà quindi al "low cost"? Non proprio, visto che la Casa non rinuncia a i suoi punti di forza almeno sotto l'aspetto tecnico e tecnologico, alla base dell'idea della Cybercar ci sono però alcune soluzioni costruttive e scelte strategiche che consentirebbero un posizionamento sul mercato decisamente aggressivo.

1 - Batteria "giusta"

In primis la batteria, che sarebbe più piccola: in questo caso a Tesla non sembra interessare l'obiettivo di offrire e un'autonomia particolarmente elevata, visto che concepisce questo modello come qualcosa di adatto agli spostamenti brevi e al traffico urbano e quindi starebbe ragionando su una capacità ridotta, che garantirebbe prestazioni inferiori ma taglierebbe, oltre ai costi, anche le esigenze per quanto riguarda la ricarica.

In sostanza, si avvicinerebbe alla filosofia di Mazda del "rightsizing", che la Casa giapponese ha esplicitato con la MX-30 scegliendo di non spingere troppo su performance e percorrenza ma di dimensionare il mezzo e la batteria per darle più equilibrio anche nell'impatto ambientale.

L'autonomia teorica si aggirerebbe quindi sui 400 km: al di sotto, sarebbe necessario rivedere la disposizione delle colonnine Supercharger in considerazione di "intervalli" di strada più brevi tra una ricarica e l'altra, un'opzione a sua volta costosa per Tesla, che di norma preferisce ampliare le stazioni esistenti aggiungendo colonnine piuttosto che realizzarne di nuove. Ecco dunque dove starebbe l'equilibrio.

2 - Linee essenziali

Tra gli elementi che fanno risparmiare peso e soldi ci sono anche il design squadrato e la carrozzeria in acciaio. Che non è il materiale più economico in assoluto ma lo è già più dell'alluminio, e laminato a freddo in forme semplici facilita molto le cose. Certo, le linee non sono sensuali come quelle delle Model 3 e Model S, ma se gli oltre 200.000 ordini annunciati per il Cybertruck ci dicono qualcosa è che al giusto prezzo ci si può anche passar sopra.

Tesla Cybercar

3 - Niente vernice

L'assenza di verniciatura ridurrebbe un po' le opportunità di personalizzazione, ma eliminerebbe complicazioni, costi e peso, considerando che in media un'auto di serie ha "addosso" almeno 5 kg di vernice.

Basterebbe tutto questo a dare vita ad una elettrica accessibile? Guardando cosa ha fatto l'economia di scala sui costi di vetture di nuova generazione come Volkswagen ID.3, appare evidente che margini per allineare i prezzi delle EV a quelli della altre auto ci sono. Quanto al look squadrato ed essenziale, come già osservato, non proprio a tutti dispiace.