Ecco i fattori dietro il boom di gennaio. Domani intanto il Tavolo Automotive al Mise: le istanze di Anfia, Unrae e Federauto

Il mercato auto scende, ma elettriche e ibride corrono. A fronte del -5,9% delle immatricolazioni complessive segnato a gennaio, infatti, il totale delle vendite di ibride e full electric centra quasi il raddoppio rispetto al 2019, raggiungendo la quota più alta mai registrata: 11,3%. Nello specifico, le EV crescono del 586,6% a 1.943 unità (qui la classifica delle più vendute), le plug-in avanzano del 277,7% a 1.341 unità e le ibride (considerando però anche le mild) salgono del 73,6% a 14.302 unità. 

Determinanti per l'impennata di elettriche pure e plug-in gli incentivi dell'ecobonus, non presenti lo scorso gennaio, così come può aver contribuito alla crescita anche l'entrata in vigore della nuova normativa Ue sulla CO2 auto, che “premia” le vetture a emissioni zero. Non è da escludere quindi che qualche immatricolazione elettrica sia stata fatta “slittare” da dicembre a gennaio. Ma non è tutto, perché verosimilmente le alimentazioni alternative hanno beneficiato nel complesso anche dell'effetto “psicologico” dei blocchi del traffico.

Unrae contro i blocchi

E proprio contro i blocchi del traffico si è scagliato il presidente dell'Unrae, Michele Crisci, sostenendo che “l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un insieme scoordinato di provvedimenti a livello comunale e regionale come quelli a cui abbiamo assistito e stiamo assistendo”.

“Iniziative prive di logica e senza alcun beneficio sulla qualità dell’aria”, rincara la dose Crisci, “che hanno invece impattato e stanno impattando in termini gravemente negativi sui consumatori e sul mercato”. L'auspicio del numero uno Unrae è che si metta a punto “un’azione di coordinamento e armonizzazione nazionale”, da affiancare a “misure di sostegno alla domanda”.

Owner of Nissan Leaf electric car plugging in the charger in Coventry UK

Anfia chiede più attenzione per l'elettrico

Il presidente di Anfia, Paolo Scudieri, nota dal canto suo che “il 2020 sarà l’anno di punta delle vendite di auto BEV e PHEV, incentivate dall’ecobonus e spinte dagli stringenti target di riduzione della CO2”. Per questo, aggiunge, “già dalla fine dello scorso anno abbiamo sollecitato le istituzioni a mettere in campo tutte le misure, dirette ed indirette, di sostegno allo sviluppo della mobilità elettrica”.

Tuttavia, osserva Scudieri, “la situazione ad oggi sembra paradossalmente peggiorata”, visto che “le risorse avanzate dal bonus 2019 non sono state recuperate, il plafond di 70 milioni di euro del 2020 servirà anche per l’acquisto di cicli e motocicli” e “nulla in più si è fatto né per agevolare i privati nell'installazione delle wallbox, né tantomeno sulla rimozione degli ostacoli tariffari”.

Mise

Domani tutti al ministero

Tutti temi che finiranno domani al centro del primo incontro del gruppo di lavoro “Domanda” del Tavolo Automotive promosso dal ministro dello Sviluppo economico Patuanelli. “In quella sede”, sottolinea infine il presidente di Federauto, Adolfo De Stefani Cosentino, “potremo verificare se esiste la volontà politica di accompagnare la transizione alla nuova mobilità con un approccio che tenga conto del fatto che un parco con una anzianità media di 11 anni e 6 mesi costituisce un peso enorme dal punto di vista ambientale e della sicurezza della circolazione”.

Staremo a vedere quindi che indirizzo arriverà dal Governo, che nel suo Piano Energia e Clima ha fissato obiettivi molto ambiziosi per la mobilità elettrica.