Già ai prezzi attuali battono le concorrenti dopo meno di 8 anni e si può solo migliorare. E le abitudini? Cambiano meno del previsto

È vero che un pieno di elettricità costa meno della benzina e che ci sono gli incentivi all’acquisto e le agevolazioni fiscali, ma un’elettrica, alla fine, conviene davvero? E anche se conviene dal punto di vista economico, che sacrifici richiede in termini di abitudini?

Il Politecnico di Milano, attraverso il laboratorio Move, ha pubblicato i risultati di uno studio che mettono in luce un panorama diverso da quello immaginato da molti.

Al massimo 8 anni

L’indagine, prima di tutto, ha dimostrato che chi acquista oggi, in Italia, una vettura a zero emissioni, in meno di 8 anni raggiunge il pareggio dei costi rispetto a quanto spenderebbe per comprare e mantenere un’auto ad alimentazione tradizionale. E attenzione, parliamo dei prezzi attuali delle elettriche e degli incentivi esistenti ad oggi, appena rifinanziati con 300 milioni di euro complessivi per il 2020 e il 2021. Senza considerare oltretutto quella che si prospetta come una spinta decisiva all'elettrico da parte dell'Europa.

Esenzione dal bollo per 5 anni, assicurazione vantaggiosa, minor manutenzione e meno costi per il “carburante”, uniti a incentivi statali e regionali (oltre a quelli comunali, anche "soft", come strisce blu gratis e accesso Ztl), riducono anno dopo anno la differenza fino ad annullarla del tutto.

Wallbox Chargers

L'autonomia è un problema?

Lo studio, che si è basato su dati reali raccolti in 12 mesi e 100 milioni di spostamenti di veicoli privati, è particolarmente affidabile perché ha tenuto conto di numerosissime variabili. Non solo le percorrenze giornaliere e il tipo di percorso affrontato quotidianamente, ma anche, ad esempio, la distribuzione geografica della popolazione, la possibilità di dotarsi di un punto di ricarica domestica privata o condominiale, sempre e comunque più economica.

Riguardo a questi ultimi due punti, il laboratorio Move ha scoperto che il 50% degli automobilisti non percorre mai un tragitto giornaliero superiore ai 300 km. Per questo 50%, in base a reddito, residenza e composizione familiare, il 20% potrebbe passare ad un’auto elettrica senza dover cambiare abitudini.

Se si considera la possibilità di installare una wallbox come variabile imprescindibile, questo 20% scende al 13%, che è comunque un numero estremamente maggiore rispetto alla reale diffusione di auto elettriche sul nostro territorio.

Non si può che migliorare

Quanto detto sinora vale allo stato attuale delle cose, ma al PoliMi non hanno dubbi: all’aumentare delle infrastrutture e al crescere del parco circolante a zero emissioni i costi, per semplici economie di scala, saranno destinati ad abbassarsi. Sia in termini di prezzi di listino sia in termini di fruizione di servizi di ricarica.

A quel punto, il mercato delle auto elettriche, che ha già tutte le carte in regola per continuare a crescere, potrebbe subire un’ulteriore accelerazione.