Divisi per aree tematiche, 200 super ingegneri scrivono il codice della guida autonoma e altri 100 progettano processori e hardware

In passato abbiamo visto come "ragiona" l'Autopilot di Tesla e ora il mondo dell'auto segue passo passo l'evoluzione del sistema verso la sua nuova versione, riprogettata da zero.

Ancor più evoluto e complesso, stando alle parole di Elon Musk, che lo ha già installato sulla sua Model S, lascerà tutti a bocca aperta. Ma proclami a parte, cosa c’è dietro a questa tecnologia?

Un esercito di ingegneri

Prima di tutto, dietro all’Autopilot c’è un team di 300 ingegneri. Già, è così che Tesla è riuscita a imporre i suoi standard sul tema della guida autonoma. Di questi, 200 sono impegnati sulla parte software e altri 100 sulla progettazione del processore e di altre componenti hardware.

I due team, che operano nello stabilimento di Fremont, sono divisi in sotto-unità con funzioni specifiche. Elon Musk - ospite in questi giorni del Governo tedesco - ha detto che una volta a settimana si incontra con i responsabili di ogni unità affermando che questi sono almeno una decina. Ma non c’è una vera e propria struttura gerarchica.

Musk stesso ha detto che ognuno dei 200 ingegneri dedicati alla programmazione è in grado di lavorare su ogni aspetto del software e che non si può individuare un vero e proprio capo.

following a fire engine with Tesla autopilot (source: greentheonly)

Un tera di dati al secondo

Ma così tante persone sono necessarie? A giudicare dai risultati, sì. Un conto è fare in modo che un’auto riesca da sola a spostarsi lungo un percorso, un conto è che questa, durante il tragitto, possa reagire in maniera corretta a tutte le infinite variabili provenienti dall’ambiente esterno: pedoni, ciclisti, altri veicoli, semafori, deviazioni e imprevisti di ogni genere.

Per citare ancora le parole di Elon Musk: “La guida autonoma non è un problema legato ad ipotetici limiti dell’Intelligenza Artificiale, il difficile è trovare il modo di reagire correttamente di fronte a tutte le informazioni che i sistemi rilevano”. Si tratta di processare 1.000 gigabyte di dati al secondo.

Volvo Luminar LiDAR

Altri 1.000 tecnici coinvolti

Quindi, alla domanda: come si fa a far ragionare un computer in modo più veloce e affidabile di un cervello umano? La risposta di Elon Musk - che ormai con Neuralink ha accumulato una certa esperienza anche in questo campo - è: “Prendendo 300 ingegneri di grande talento e facendoli lavorare molto duramente. Non sono persone normali: sono dei talenti puri, una sorta di Jedi in quello che fanno”.

Ma gli ingegneri sono solo la punta dell’iceberg dell’Autopilot. Il sistema funziona anche grazie ad altri 500 tecnici che si occupano di data labeling, ovvero di raccogliere e ordinare i dati per renderli facilmente comprensibili dai computer. L’Autopilot quindi funziona e sarà sempre più evoluto grazie a 300 ingegneri e 500 labelers, che diventeranno presto 1.000, sempre secondo quando raccontato da Musk.