L'azienda intende tornare ad essere l'interlocutore privilegiato di Musk e ha già iniziato ad allestire una linea prototipale per le 4680

Panasonic è già al lavoro per trovare il modo di produrre le batterie 4680 presentate da Tesla all'ultimo Battery Day. Lo ha reso noto il direttore finanziario dell'azienda giapponese, Hirokazu Umeda, il quale ha svelato anche che società sta mettendo a punto una linea di produzione prototipale dedicata proprio alle rivoluzionarie celle concepite da Elon Musk e soci.

“Abbiamo forti competenze in tema di batterie – ha sottolineato Umeda – e ci siamo messi subito al lavoro, dopo il Battery Day, per realizzare una catena di montaggio parallela a quella che creerà Tesla”.

Un primato pesante

Le celle 4680 presentate il 22 settembre promettono prestazioni da primato, con una capacità migliorata del 500% e una potenza sei volte superiore a quelle usate attualmente. Arriveranno in primis sulla Tesla Model S Plaid e, con gli anni, si diffonderanno poi su altri modelli della Casa.

Panasonic Cell Lines at Gigafactory Limit Tesla Model 3 Production

Ma Tesla non doveva prodursele per conto proprio? Sì, stando alle dichiarazioni dello stesso Elon Musk. Ma il numero uno della Casa di Palo Alto ha spiegato anche che le 4680 sono ancora in fase di prototipo e che la strada per arrivare a produrle in grosse quantità richiederà del tempo. Ed ecco quindi la mossa di Panasonic, che prova a forzare i tempi e a farsi trovare pronta prima di Tesla stessa.

Panasonic su tutti i fronti

Del resto Panasonic e Tesla hanno un rapporto di lunga data e hanno formato insieme la joint venture che gestisce la Gigafactory Nevada. Tra alti e bassi hanno recentemente rinsaldato la collaborazione. Proprio in Nevada Panasonic sta realizzando una nuova linea produttiva che sarà pronta nel 2022 e che aumenterà la capacità di un buon 10% (pari a circa 38-29 GWh), con conseguenti benefici in termini di margini di profitto (+5%).

Tesla batteria

Panasonic, però, che deve difendersi da concorrenti accanite come LG Chem e CATL, che pure hanno accordi con Tesla, e sa che se vuole riconquistare il ruolo di interlocutore privilegiato con la Casa di Palo Alto deve puntare su un vantaggio competitivo. Oltretutto che a Fremont Tesla sta avviando un impianto sperimentale per la produzione in proprio di celle agli ioni di litio.

L'azienda giapponese sta vivendo in ogni caso un momento positivo, avendo riportato per il secondo trimestre consecutivo, nonostante la pandemia, guadagni superiori alle aspettative degli analisti. Se riuscisse ad essere la prima a poter produrre le nuove 4680 potrebbe veramente piazzarsi un gradino sopra ai diretti competitor. La corsa è partita, e come abbiamo visto anche l'Europa non vuole farsi tagliare fuori.