Il più grande motore di ricerca asiatico vuole diventare produttore di auto alleandosi con una Casa: avviati i colloqui preliminari

L’auto elettrica, sempre più digitale e connessa, ha permesso a tante aziende tecnologiche di avvicinarsi al mondo della mobilità. Ora tocca a Baidu, il più famoso motore di ricerca cinese, che ora sembra intenzionato a produrre una sua auto a batteria.

Baidu già opera nel settore progettando sia dispositivi di guida autonoma - un po' come Google con Waymo - sia un’infrastruttura per la connessione a internet, ma ora pare che voglia proprio diventare anche un costruttore.

Il confronto con le Case

In questo, il progetto del “Google cinese” è ben più ambizioso di quanto annunciato dal gigante di Mountain View. E va oltre anche quanto provato a realizzare (con destini alterni) da altri colossi dell’informatica come Apple, che ha accantonato (forse non per sempre) l’idea di lanciarsi nel mondo delle quattro ruote, o come Amazon, che con Rivian ha scelto la strada del supporto economico ad una realtà esistente.

Baidu

Baidu vuole produrre un’auto propria, anche se non del tutto in proprio. A quanto pare, infatti, ha avviato una serie di incontri con diverse Case automobilistiche al fine di trovare un accordo che possa portare o ad una produzione su licenza o addirittura la nascita di una joint-venture.

Il toto-collaborazione

La notizia è stata divulgata dalla Reuters, che ha citato la presenza di tre fonti autorevoli che però hanno chiesto di rimanere anonime. Secondo quanto riportato, Baidu avrebbe avuto colloqui preliminari già con Geely, FAW e GAC, con le prime due che si sono rifiutate di commentare e la terza che ha affermato solo di avere già una collaborazione strategica con Baidu e di essere disposta a valutare nuove prospettive.

Non è detto, però, che l’auto elettrica di Baidu possa nascere da un progetto esclusivamente cinese. La società informatica, infatti, attraverso la propria divisione Apollo fornisce tecnologie dotate di intelligenza artificiale anche a Volkswagen, Toyota e Ford e non è detto che non decida di sfruttare la propria rete di contatti per tastare il polso a costruttori stranieri.

Baidu

Dai robotaxi all’auto “vera”

Baidu è attiva nel mondo della mobilità anche con altri progetti in cui può sfruttare le proprie competenze tecnologiche. Ad esempio, in città come Pechino, Chagsha e Cangzhou ha attivato il servizio Go Robotaxi con autisti di sicurezza a bordo delle auto (ma a Pechino si inizierà presto senza) che però si muovono in totale autonomia. Il progetto in tre anni sarà ampliato su altre 27 città cinesi.

Ma l’opzione di una vettura elettrica propria potrebbe rappresentare un’ulteriore spinta alla crescita nel settore della mobilità, che grazie all’attività di ricerca e sviluppo sta rappresentando una voce di ricavo sempre più consistente (essendo cresciuta del 2% solo nell’ultimo anno).