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Perché un'auto elettrica cinese da 4.000 euro vale...4.000 euro

C'è low cost e low cost: le supercompatte pensate per il mercato interno non sono paragonabili agli standard europei, ecco l'esempio

Wuling - Hong Guang MINI EV struttura

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

26 ott 2020 alle 18:51

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Qualche tempo fa, in occasione del lancio delle cinesine Kandi destinate all'America, ha fatto discutere l'ipotesi di vedere in Occidente le microvetture elettriche cinesi pensate in primis per il mercato interno. Veicoli come la curiosa supercompatta di Xiaomi o la tanto chiacchierata Wuling Mini EV, assurta agli onori della cronaca per il suo prezzo: solo 4.000 euro. Quasi "costosa" rispetto all'elettrica più economica al mondo, che però fa storia a sé.

Ma come è possibile, si chiede qualcuno, che in Europa l'auto elettrica meno cara sul mercato sarà la Dacia Spring (nell'ordine dei 20.000 euro) e in Cina si commercializzano auto che costano 5 volte di meno? Beh, una risposta c'è...

Nessun regalo

Senza avventurarsi in considerazioni sulla politica industriale del Dragone e sui costi orari della manodopera, una risposta molto "materiale" la troviamo nei primissimi test effettuati in Usa. Oltreoceano, infatti, hanno messo le mani proprio sulla Wuling Mini EV, che è prodotta da una joint venture che vede coinvolte, oltre Wuling, anche Saic e General Motors, evidenziando che in effetti non vale più di quel che costa. Il che significa che, verosimilmente, non supererebbe i requisiti minimi per l’omologazione europea.

Fotogallery: Wuling Hong Guang Mini EV

Wuling - Hong Guang MINI EV

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Partiamo dagli interni: alla vista l’auto sembra essenziale ma accettabile. C’è la strumentazione digitale e qualche finitura colorata che dona vivacità all’abitacolo. Ma quando si toccano le plastiche si scoprono rivestimenti rigidi e di povera fattura. Lo stesso vale per i sedili, a dir poco essenziali sia nelle regolazioni che nella costruzione.

Lunghezza 2,92 metri Larghezza 1,49 metri Altezza 1,62 metri Passo 1,94 metri Peso  da 665 a 705 kg Posti  4 Bagagliaio 741 litri (con i sedili posteriori abbattuti)

Echi dal passato

Guardando al bagagliaio si scopre poi che l’apertura posteriore è piccola e il vano minuscolo. Caricare oggetti anche di dimensioni contenuti può essere difficile e… non è detto che ci stiano. In fondo l'auto è davvero compatta: ha una lunghezza di soli 2,92 metri e un peso che va da 665 a 705 kg in base alla batteria. ma torniamo un attimo a bordo.

In un tempo in cui touchscreen, connettività e infotainment la fanno da padrone, la Mini EV presenta un’autoradio vecchio stampo, con piccolo display al quarzo e nulla più. Un approccio molto basic, che potrebbe in ogni caso riscontrare anche qualche consenso.

WuLing MINI EV

Due tagli di batteria

A livello di meccanica, l’auto, che è stata progettata da zero in soli 12 mesi, è offerta in due versioni che si distinguono per la capacità della batteria. Si può scegliere tra quella da 9,2 kWh e quella da 13,8 kWh. La prima ha un’autonomia di 120 km, la seconda di 170. A proposito di batteria: è probabile che il prezzo così contenuto derivi anche dal fatto che la Cina detiene la leadership sulla produzione delle celle agli ioni di litio e che possa avere prezzi vantaggiosi anche a livello di accumulatori.

In ogni caso, non ha possibilità di ricaricarsi ad una colonnina rapida, per cui impiega 6,5 o 9 ore (in base alla capienza) per un pieno di elettroni. Entrambe le versioni della Mini EV sono equipaggiate con un motore elettrico da 18 CV di potenza e 85 Nm di coppia e raggiungono i 100 km/h (anche se, come riferiscono in Usa, non è esattamente una vettura che ti invoglia ad affondare il pedale dell'acceleratore).

WuLing MINI EV

Elettronica ridotta all’osso

L’auto non è dotata di ESP né di alcun altro sistema di ausilio alla guida. Non ha neanche la spia della cintura del passeggero anteriore, ma solo quella per il conducente.

Però ha l’ABS e la frenata rigenerativa, che permette di guidare in città senza toccare quasi mai il pedale del freno. Per la serie “no frills a tutti i costi” l’auto non ha neanche la posizione di parcheggio “P” sul selettore del cambio. Si può scegliere tra D, N e R e quando ci si ferma, ci si deve ricordare di tirare il freno a mano, rigorosamente a leva.

A proposito di low cost

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