Secondo il Guardian il boss di Tesla avrebbe chiesto al Governo UK di agire sulla fiscalità. Ma alla fine è andata molto diversamente

Il Regno Unito ha già detto che darà l’addio ai motori termici entro il 2030. Elon Musk proprio in Inghilterra ha trovato terreno fertile in tema di transizione energetica, ma non pago di quanto dichiarato dal Governo, avrebbe fatto pressioni sulle autorità anche per aumentare le tasse sulle auto ad alimentazione tradizionale.

Secondo quanto rivela il The Guardian, avrebbe chiesto sia un aumento sul prezzo di acquisto che sulla tassazione di diesel e benzina, tutto per avere più fondi da dedicare agli incentivi sulle auto elettriche. Ma non solo, come vedremo. Il risultato, però, è stato molto diverso da quanto auspicato.

Effetto contrario

Il boss di Tesla avrebbe auspicato anche l'adozione nel Regno Unito di una misura simile a quella in vigore in Norvegia, per cui le auto a zero emissioni sono praticamente esentate dall’IVA. Non solo, sembra che abbia pure avanzato l’ipotesi di fissare un tetto minimo di auto elettriche che devono essere vendute da tutte le Case, un po’ come accade in California (ricordate il caso della prima Fiat 500 elettrica?).

Electric Avenue a Londra

Ora, è improbabile che sia a causa delle mosse di Musk, ma rappresenta una curiosa coincidenza il fatto che il Governo britannico abbia deciso ieri, con effetto immediato, di tagliare gli incentivi all’acquisto delle auto elettriche. Il bonus è stato portato da 3.000 a 2.500 sterline e il tetto di spesa è stato fissato a 35.000 sterline, mentre prima si poteva richiedere il contributo per l’acquisto di auto elettriche con prezzi fino a 50.000 sterline.

Le autorità hanno spiegato la ratio della manovra: “Con questi ritocchi i fondi saranno disponibili per un numero maggiore di persone, e per quanto non ci sarà più convenienza a comprare auto elettriche di fascia alta, saranno di più gli automobilisti che passeranno ad una vettura a zero emissioni”. Anche perché, si fa notare, i modelli a batteria al di sotto della nuova soglia stanno diventando sempre più numerosi.

Prezzi alla pari

Ma torniamo a Elon Musk. Le pressioni provenienti da Palo Alto sono state rese note dal celebre quotidiano londinese, che a seguito di una serie di ricerche ha scoperto che Tesla avrebbe contattato le autorità britanniche lo scorso luglio.

Mustang Mach-e a bordo per le vie di Londra

Se le proposte provenienti da Palo Alto fossero state accettate, comprare un’auto a benzina o diesel nel Regno Unito sarebbe costato qualche migliaio di sterline in più, rendendo a tutti gli effetti quelle elettriche più convenienti già in fase di acquisto. Ed è esattamente su questo che Tesla ha posto l’accento: “Se il Governo adottasse le misure suggerite l’operazione, dal punto di vista economico, sarebbe di totale pareggio”.

Lobbying per tutti

Tesla però, ovviamente, non è stata l’unica a rivolgersi al Governo di Londra per tutelare i propri interessi. Secondo una ricerca di InfluenceMap, società che monitora proprio le attività di lobbying, dal 2017 al 2020 le Case automobilistiche pro-elettrico avrebbero incontrato le autorità britanniche 153 volte.

Un numero elevato, certo. Ma inferiore a quello dei costruttori che chiedevano invece una minore chiusura verso le alimentazioni tradizionali, che hanno avuto udienza 209 volte. Meccanismi di fronte ai quali nel mondo di oggi non ci si può certo stupire. A patto però che a dominare sia la trasparenza. E che a dettare la linea da seguire siano i reali interessi dei cittadini.