L’appello di Motus-E per rimanere agganciati ai big europei: "Servono nuovi fondi e una pianificazione per i prossimi 4 anni"

Motus-E lancia l’allarme sul bonus per l’acquisto di auto elettrificate. Commentando i dati sulle immatricolazioni di aprile, l’associazione sottolinea che i “i fondi totali a disposizione potrebbero terminare a metà novembre senza che nel PNRR si sia pianificato alcun tipo di supporto alla crescita strutturale dei veicoli a zero e basse emissioni in Italia.

Una pianificazione di lungo periodo sarebbe quindi la strada da seguire “per far sì che l’Italia sia davvero un Paese appetibile per i veicoli elettrici”. Ecco perché sarà “indispensabile che il governo intervenga con chiarezza e tempestività”, come fatto da “Spagna, Germania e Francia che hanno prolungato i loro strumenti di supporto lungo il periodo 2022-2026 coperto dai Recovery Plan nazionali”.

I bonus sono ancora decisivi

La stima si basa sul fatto che, solo nel mese scorso, “i bonus erogati per le auto 0-60 g/km di CO2 sono stati 53 milioni di Euro”: circa il 63% del totale. L’integrazione di 56 milioni di euro dello scorso 23 aprile non sarà sufficiente a soddisfare la domanda di auto elettrificate fino al 31 dicembre di quest’anno, quando terminerà l’esperimento ecobonus. La data di scadenza verrà di fatta anticipata di un mese e mezzo, perché i fondi italiani sono a plafond, cioè fino a esaurimento. Gli altri Stati dell’Unione europea, spiega di nuovo Motus-E, hanno invece previsto un supporto per i prossimi 4 anni.

Dati Motus-E

L’attuale velocità di spesa dei fondi dimostra che il mercato ha ancora bisogno degli incentivi (pari a 6.000 e 2.500 euro per l’acquisto rispettivamente di BEV e PHEV con rottamazione di un’auto endotermica vecchia di almeno 10 anni, e a 4.000 e 1.500 euro senza rottamazione). I bonus sono “decisivi per il sostegno del mercato dei veicoli alla spina, fino al raggiungimento di una parità di prezzo di acquisto fra mezzi M1 endotermici ed elettrici”, che Motus-E e altri analisti “prevedono si possa verificare con un 15% dei veicoli elettrici nelle immatricolazioni totali”. Critiche sull'argomento sono arrivate anche da Greenpeace.

Dati in chiaroscuro

Dando uno sguardo ai numeri, si può poi vedere che tutto il settore automotive soffre ancora a causa della pandemia. Continua però la crescita delle auto elettrificate, con più di 11.500 nuove immatricolazioni, che rappresentano il 7,9% del mercato totale (circa 145.000 unità, -17% rispetto allo stesso periodo del 2019).

I numeri, specifica Motus-E, sarebbero stati anche più alti “se il 37% del bonus speso in aprile fosse stato utilizzato per immatricolazioni e non solo prenotazioni”. Insomma, la carenza di semiconduttori continua a provocare ritardi nella produzione e nelle successive consegne delle vetture.