Motus-E scrive al ministro Giorgetti per chiedere un rafforzamento dell'ecobonus e un fondo supplementare per full electric e plug-in

Gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche e ibride plug-in sono di nuovo al centro delle attenzioni di Motus-E. L’associazione, che raggruppa 70 stakeholders del mondo della mobilità a emissioni zero, ha indirizzato una lettera a Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico, lanciando l’allarme ancora una volta: se le vendite andranno avanti col ritmo attuale, i bonus si esauriranno prima della fine dell’anno.

La richiesta è quindi molto semplice: rafforzare l’attuale ecobonus e istituire un altro fondo per il triennio 2022-2024, perché in questa fase iniziale lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia avrà ancora bisogno di un supporto dal lato della domanda.

Bene il mercato, ma serve di più

“L’andamento del mercato delle auto elettriche (BEV) e ibride a ricarica esterna (PHEV) – spiega Motus-E – sta registrando una crescita superiore alle aspettative anche in questo secondo anno di pandemia”. L’associazione ricorda che, solo a maggio, sono state vendute 12.790 vetture elettrificate: 5.117 full electric e 7.663 plug-in hybrid, che insieme rappresentano l’8,93% del mercato (qui i dati completi e la classifica delle elettriche più vendute).

Fiat 500 elettrica

Un risultato frutto anche degli incentivi: “Dal punto di vista dei bonus utilizzati – continua la lettera –, si rileva un consumo di circa il 40% dei fondi previsti per l’intero 2021 in meno di cinque mesi di erogazione, anche considerando la recente integrazione di 56 milioni. L’attuale tasso di crescita, oltre che fornire forti segnali di ottimismo per la transizione tecnologica e sostenibile della mobilità, fa ipotizzare che i bonus non permetteranno di raggiungere la fine dell’anno, con il rischio che addirittura si esauriscano ad ottobre”.

Strategia a lungo termine

L’esaurimento dei fondi e l’incertezza delle politiche governative avranno effetti sugli automobilisti, sulla filiera e sulle casse dello Stato. La previsione è infatti di un “raffreddamento della domanda, con ripercussioni negative sul lato dell’offerta e della produzione di veicoli elettrificati, penalizzando in particolare l’industria nazionale”, nonostante “l’aumento di vendite prodotto dal bonus generi comunque positivi introiti fiscali attraverso l’Iva”.

Cosa fare? Non solo coprire le immatricolazioni di novembre e dicembre, ma istituire anche “un nuovo fondo Ecobonus, esclusivamente riferito alla categoria di autoveicoli compresi nella fascia 0-60 g/km CO2, per il triennio 2022-2024”. Motus-E aveva chiesto aiuto già nelle scorse settimane, invitando il Governo e imitare Spagna, Germania e Francia, che supportano l’auto elettrica nei rispettivi Pnrr. Quello italiano, nonostante i miglioramenti fatti, presenta ancora delle lacune, tanto da aver portato a una protesta degli ambientalisti. E considerato che da noi l’elettrificato è solo lo 0,1% del parco circolante, serve davvero una scossa.