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Più car sharing elettrico per tutti: cosa deve fare la politica

Colonnine, parcheggi e corsie esclusive: le proposte all'indirizzo di Governo ed enti locali nell'ultimo studio promosso da Motus-E

La Fiat 500 elettrica entra nel car sharing con LeasysGO!

Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

7 giu 2021 alle 19:31

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La parola d’ordine deve essere ridurre. Non solo le emissioni, ma più in generale il numero di auto presenti in Italia: la media nazionale parla di 646 vetture immatricolate ogni mille abitanti. Un triste primato che in Europa ci vede dietro solo al Lussemburgo. Quale dev’essere la strada maestra per eliminare un po’ di vetture in circolazione?

Una proposta arriva dall’Osservatorio nazionale sulla sharing mobility e da Motus-E, che hanno presentato lo studio “Lo sviluppo dei servizi di car sharing con veicoli elettrici – soluzioni e proposte”.

Più condivisione, meno auto

L’idea di fondo, per diminuire il parco circolante, è condividere i mezzi di trasporto. Così facendo si combatterebbe la CO2, si migliorerebbe la qualità dell’aria e si ridurrebbe il traffico nelle città, con conseguenti benefici sulla vita quotidiana dei cittadini.

L’Europa ha già fissato i suoi obiettivi per il 2030: abbassare le emissioni del 55% rispetto ai livelli del 1990 e produrre 72 GW di energia da fonti rinnovabili. Una sfida ambiziosa e a cui l’Italia ha risposto presente. Ma servirà che i trasporti facciano la loro parte, arrivando a 6 milioni di veicoli elettrificati nella Penisola (4 milioni di full electric e 2 milioni di plug-in hybrid, pari al 15% del parco circolante) all’inizio del prossimo decennio, quando si spera che le vendite avranno raggiunto il 50% del mercato.

Copertina Noleggio e car sharing, boom frenato da economia e politica

Le proposte nazionali

Al di là dell'indispensabile ricambio del parco auto nazionale, il car sharing sarà fondamentale per arrivare preparati all’appuntamento. L’Osservatorio e Motus-E hanno presentato quindi una serie di proposte e raccomandazioni per favorire lo sviluppo del settore. Le prime richieste vanno alla politica nazionale e sono:

Le raccomandazioni locali

A livello locale, invece, le raccomandazioni per sviluppare i servizi di car sharing elettrici toccano sia i veicoli che le infrastrutture di ricarica. I punti più importanti prevedono di:

Una nuova concezione

“La mobilità elettrica può essere vista come il principale strumento del cambio di paradigma rappresentato dalla nuova mobilità”, ha dichiarato Dino Marcozzi, presidente di Motus-E. Insomma, basta città ridotte a giganteschi parcheggi. Serve invece un “superamento del concetto di proprietà individuale del mezzo con una sempre maggiore focalizzazione sul consumatore, finalmente al centro della mobilità”. Sarà questo il futuro nel periodo post pandemia, un’opportunità da cogliere “per portarci ad una mobilità finalmente civile; il car sharing va decisamente in questa direzione”.

Lo studio serve per guidare il settore verso la meta, come spiegato da Raimondo Orsini, responsabile dell’Osservatorio: “Le proposte contenute in questo lavoro intendono proprio stimolare il dibatto intorno a quali siano le politiche nazionali e locali più efficaci per aiutare il settore del car sharing italiano a compiere un salto di qualità per il futuro, per provare ad aumentare, allo stesso tempo, l’offerta di auto condivise, la domanda ed il processo di elettrificazione delle flotte”.

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