Il "messaggio in codice" di Musk alla presentazione della Model S Plaid. Arriverà una versione V4 o ci sarà un aggiornamento OTA?

La presentazione della Tesla Model S Plaid di stanotte non è stata solo l’occasione per mostrare la nuova versione ad alte prestazioni dell’ammiraglia di Palo Alto. Elon Musk ha concesso vari spunti. Ce n’è uno, appena accennato, che però fa intuire scenari interessanti.

Musk, infatti, parlando delle migliorate capacità di ricarica della Model S - che in 15 minuti può guadagnare fino a 300 km di autonomia - ha fatto capire che i nuovi Supercharger V3 che al momento si fermano a 250 kW, potrebbero in futuro essere portati a 280 kW e, successivamente, anche a 300 kW.

Recuperare sulla concorrenza

Di tempistiche e modalità di aggiornamento non si è però parlato. Certo è che in uno scenario in cui alcuni, come Ionity o Enel X, sono arrivati a mettere in rete colonnine da 350 kW, ci sta che Tesla che ha sempre fatto un vanto della sua rete di Supercharger voglia rimettersi in pari.

I vantaggi della rete di Palo Alto sono evidenti sotto molti altri punti di vista, è vero, ma è difficile credere che Elon Musk possa accontentarsi di essere così lontano in termini di "potenza bruta" dai suoi competitor.

Tesla e la stazione Supercharger prefabbricata

Aggiornamenti OTA

I Supercharger, ha fatto capire Musk, alzeranno la potenza di ricarica. Ma come? Ne arriverà una versione evoluta? Una sorta di V3 2.0 (o magari V4)? O magari riceveranno un semplice aggiornamento OTA? Quest'ultima ipotesi non è così campata in aria. Se ci pensate, Tesla ha migliorato le prestazioni delle Powerwall (i sistemi di accumulo di energia per le reti domestiche) proprio rilasciando un nuovo software che è stato installato in remoto.

Per maggiori dettagli dovremo attendere ancora. Magari un tweet non tarderà ad arrivare. Intanto, per velocizzare il potenziamento della propria rete di Supercharger, Tesla sta operando su diversi fronti. Prima di tutto, con la costruzione di fabbriche apposite, come quella in funzione a Shanghai. Poi, con la costruzione di stazioni “prefabbricate” che possono essere installate in poco tempo dove il mercato lo richiede.