Non è la prima volta che Elon Musk ricorre a una mail per chiedere ai propri dipendenti di accelerare sulla produzione per chiudere il trimestre con numeri migliori. E pensiamo che non sarà neanche l’ultima, visto che il boss di Tesla vuole continuare a espandersi per mantenere il suo enorme peso tra i produttori di auto elettriche.

Tesla, più di altre Case, tende a spingere sulle consegne alla fine di ogni trimestre anche perché adottando un metodo di distribuzione diverso, che sfrutta in maniera molto minore una rete di concessionarie, può gestire in modo diverso dagli altri "accelerazioni" di questo tipo. Per questo produrre tanto alla fine del trimestre porta a un incremento significativo delle vendite dopo pochi giorni. Ma se da un lato c'è questa rincorsa alle vendite delle auto, dall'altra ci sono strani segnali sul fronte finanziario da tenere d'occhio. Andiamo con ordine.

Un trimestre particolare

Innanzitutto si sapeva che nel secondo trimestre del 2021 Elon Musk avrebbe voluto spingere particolarmente. L’arrivo della nuova Model S aveva causato qualche rallentamento nelle scorse settimane e si è fatto di tutto per recuperare il tempo perduto.

Come se non bastasse, c’è stato l’aggiornamento dei dispositivi di ausilio alla guida che ha causato esso stesso qualche ritardo in più. Così, in una mail interna, il numero uno della Casa ha chiesto di andare “all out”. Ecco cosa si legge nella comunicazione che Electrek è riuscito a ottenere: “In generale, stiamo lavorando bene, ma i prossimi 12 giorni saranno super importanti per i dati sulla produzione e le consegne del trimestre. Per favore, spingete a tutta. Grazie, Elon”.

Tesla Model S Produzione Plaid

I numeri restano segreti

Elon Musk ha fatto attenzione a non dichiarare obiettivi, consapevole del rischio che spesso queste comunicazioni posso essere rese note anche all’esterno dell’azienda, come realmente è accaduto anche in questo caso. Per sapere i dati di vendita si dovrà aspettare quindi la prima settimana di luglio.

Detto questo, se Musk chiede ai propri dipendenti di accelerare sulla produzione, o è molto vicino ai risultati prefissati, o non lo è abbastanza. La vera domanda quindi è: che volumi si vogliono raggiungere? È probabile che si punti a stabilire un nuovo record dopo quello passato, in cui la Casa ha toccato quota 185.000 vetture (oppure che non ci si voglia discostare molto).

Le ripercussioni sulle azioni

Una frenata delle consegne potrebbe innescare un ulteriore calo nel valore del titolo, che dagli oltre 850 dollari toccati a inizio gennaio ora è sceso a 613,37. Le azioni Tesla avevano chiuso il trimestre a 646,62 dollari, ma avevano poi subito una rapida accelerata verso l'alto.

Elon Musk al Tesla Model S Giorno della Consegna

Ad aprile avevano stazionato con regolarità sopra quota 700 dollari per poi scendere a maggio sotto i 600. Insomma, la volatilità è alta e il mercato è attento al minimo segnale per spostare grosse somme di denaro.

La buonuscita del presidente

A proposito di segnali, come accennato in apertura, c’è chi ha gli occhi del mondo puntati addosso. Si tratta di Jerome Guillen, presidente di lunga data che ha lasciato Tesla il 3 giugno e dalla settimana successiva ha iniziato a vendere veri pacchetti azionari ricavandone la bellezza di 274 milioni di dollari. Gli analisti si chiedono: è segno di sfiducia nell'azienda o solo voglia di andare in pensione a 49 anni? 

Insomma: perché una delle quattro persone più influenti di Tesla vende così tante azioni? È vero o no che la Casa di Palo Alto ha in serbo grandi sorprese a livello di batterie, guida autonoma e tecnologia in generale? Il mercato, per ora, resta a guardare.