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La sfida green di Enel dopo la nomina del nuovo cda
L'obiettivo è la neutralità carbonica nel 2040: ecco come l'azienda vuole abbracciare la transizione (anche all'auto elettrica)

Riccardo Ciriaco 
Di: Riccardo Ciriaco
11 mag 2023 alle 18:00
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Gli appassionati di calcio lo conoscono come il presidente del Milan. Ma Paolo Scaroni è molto più di un dirigente sportivo. Noto manager e banchiere italiano, da ieri è anche la guida del nuovo Consiglio di amministrazione di Enel.
Insieme all’amministratore delegato Flavio Cattaneo, sarà lui a traghettare la multinazionale energetica nella nuova era della transizione, con un mandato in scadenza nel 2026. Ma quali sono le sfide che il gruppo dovrà affrontare da qui ai prossimi tre anni e oltre? Vediamo.
Gli obiettivi fino al 2040
Punto di partenza è l’eredità che il cda raccoglie dalla precedente gestione, con a capo l’ingegnere Francesco Starace, che aveva fissato una serie di obiettivi molto ambiziosi. Uno su tutti: la decarbonizzazione totale di ogni attività entro il 2040. Per raggiungere i target, l’azienda si è data una roadmap ben precisa:
- la riduzione delle emissioni dirette derivanti dalla generazione di energia elettrica dell’80% nel 2030 e del 100% nel 2040;
- la riduzione delle emissioni dirette e indirette derivanti dalla vendita di energia del 78% nel 2030 e del 100% nel 2040;
- la riduzione delle emissioni indirette derivanti dalla vendita di gas nel mercato retail del 55% entro il 2030 e del 100% nel 2040.

Paolo Scaroni, presidente di Enel

Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Enel
Come tagliare il traguardo? Attraverso tre tipi di azioni:
- portare le rinnovabili a rappresentare il 75% della produzione totale di Enel entro il 2025;
- dismettere tutte le centrali a carbone entro il 2027;
- avere una capacità installata rinnovabile al 100% entro il 2040. “Inoltre – aveva scritto la società –, per quell’anno il Gruppo avrà cessato le attività di generazione termoelettrica e di vendita di gas nel mercato retail. Ne consegue che il 100% dell’elettricità venduta sarà prodotta da fonti rinnovabili”.
Ammonta a 37 miliardi di euro il tesoretto che Enel ha messo da parte per il triennio. Fra questi, 32 miliardi sono destinati alla transizione, di cui 17 miliardi alle rinnovabili e 15 miliardi alle reti. Adesso bisogna mettere a punto il piano, con un focus anche sulle auto elettriche.
Auto elettrica e nucleare
Passate nel frattempo tra le mani della business line Enel X Way, le vetture a batteria rappresentano il cuore di un più ampio ecosistema di servizi su cui la multinazionale dovrà investire, a cominciare dalle colonnine. Se il gruppo conta circa 300.000 punti di ricarica nel mondo (gestiti sia direttamente che attraverso accordi di interoperabilità), un domani potrebbe arrivare a 4 milioni. La deadline è il 2030.

Colonnine di ricarica Enel X Way

Gli autobus elettrici di Enel X
Attraverso invece la “figlia maggiore” Enel X, la multinazionale gestisce una flotta di autobus elettrici, sparsi fra Americhe ed Europa. Ma non in Italia. Tra le nuove ambizioni potrebbe esserci quella di muovere i mezzi anche sulle strade della Penisola.
C’è poi il capitolo nucleare, in cui la multinazionale vanta sia 6 centrali di seconda generazione avanzata in Spagna, sia una partecipazione nella slovacca Slovenske Elektrarne. In futuro potrebbe espandere le sue attività alle tecnologie di nuova generazione. Stando comunque a quanto dichiarato in passato da Starace, “si parla di tempi tra il 2035 e il 2040”. La rotta è quindi tracciata. Ora non resta che arricchirla e seguirla.
Il nuovo cda di Enel
- Paolo Scaroni (presidente)
- Johanna Arbib
- Flavio Cattaneo (ad)
- Mario Corsi
- Olga Cuccurullo
- Dario Frigerio
- Fiammetta Salmoni
- Alessandra Stabilini
- Alessandro Zehentner
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Fonte: Enel
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