Stop alla costruzione in Germania e rinvio della riconversione in Italia. Le gigafactory per batterie di Acc (Automotive Cells Company, joint venture fra Stellantis, Mercedes e TotalEnergies dedicata agli accumulatori per auto elettriche) tornano in discussione.

Colpa di vari fattori che costringono l’azienda a rivedere i piani, come calo delle immatricolazioni di vetture a zero emissioni, scarso sostegno pubblico, costi energetici alti e concorrenza cinese.

E così, mentre la fabbrica tedesca nell’ex sito Opel a Kaiserslautern non vedrà forse la luce, l’impianto a Termoli dovrebbe subire qualche ritardo nei lavori. Si tornerà a parlare del rinnovamento dello stabilimento tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.

Obiettivo: batterie a basso costo

“Adegueremo i nostri piani d’investimento sui veicoli elettrici al ritmo di crescita delle vendite”, spiega Carlos Tavares, ceo di Stellantis, rispondendo in conferenza stampa a una domanda sulla possibilità che Acc abbia ancora intenzione di gestire tre gigafactory in Europa, tra Francia, Italia e Germania.

Parole riportate dall’agenzia di stampa inglese Reuters, che aggiunge: prima di impegnarsi in realizzazione o riprogettazione delle fabbriche nel Vecchio Continente, Acc vuole prendere tempo per fare ricerca e sviluppo su batterie a basso costo (probabilmente LFP), da montare nelle vetture che, a quel punto, saranno proposte a prezzi più bassi, rilanciando così il mercato.

Stando ai piani originali, la produzione degli accumulatori nell’impianto molisano – incentrato finora su cambi e motori – sarebbe partita nel 2026, per arrivare a pieno regime nel 2030. Ma adesso non si hanno certezze sulle date.

La preoccupazione dei sindacati

Intanto i sindacati Fim-Fiom-Uilm-Fismic-Uglm-Aqcfr esprimono “grande preoccupazione” per il “futuro industriale e occupazionale a Termoli”, visto che “l’attuale normativa prevede la progressiva riduzione delle produzioni endotermiche”, e chiedono “tutte le garanzie a salvaguardia del progetto della gigafactory e del piano ad esso collegato”.

“Se ciò non dovesse essere - concludono - chiediamo fin da ora che Stellantis definisca un piano produttivo per Termoli che garantisca il lavoro a tutti i dipendenti attualmente in forza per i prossimi anni”.