Come battere le startup di auto elettriche cinesi? Acquisendole
Toyota mette nel mirino Neta Auto, giovane brand di auto elettriche in crisi: così vuole crescere nel Paese del Dragone
Come fa Toyota a consolidare la propria posizione sul mercato cinese? Semplice, acquistando on costruttore locale. È quanto emerge da voci sempre più insistenti che danno il primo gruppo automobilistico al mondo interessato a incorporare la startup Neta Auto.
L'operazione, come si dice in gergo, sarebbe del tipo "win-win". Toyota potrebbe infatti sfruttare Neta Auto come canale privilegiato per vendere anche i suoi modelli in Cina. Neta Auto, dal canto proprio, potrebbe superare la crisi in cui si trova grazie all'iniezione di liquidità proveniente dal Giappone.
Una porta d'accesso privilegiata in Cina
Al momento i due costruttori coinvolti non hanno voluto commentare la faccenda, ma secondo alcuni media cinesi, i dialoghi sarebbero già in una fase piuttosto avanzata. Il portavoce di Toyota China Xu Yiming ha addirittura affermato di non essere neanche a conoscenza di una trattativa in corso, anche se questo commento lascia il tempo che trova.
Hozon Neta GT
Neta Auto fa gola a Toyota perché, nonostante non navighi in buone acque, mantiene ancora alcuni asset strategici di forte interesse per una Casa straniera, come la catena di fornitori locali, le licenze alla produzione e una profonda conoscenza dei gusti e delle necessità degli automobilisti cinesi.
La crisi del 2024
Neta Auto è un brand nato nel 2014 per volontà di Hozon New Energy Auto, costruttore di auto elettriche legato a sua volta al gruppo Zhejiang Hezhong New Energy Automobile Company. Nomi a parte (anche questi lasciano il tempo che trovano), la Casa in questi 10 anni ha dato vita a una gamma di auto elettriche che comprende SUV, sportive e berline dall'impostazione premium.
La piattaforma CIIC di CATL usata da Neta per le sue auto elettriche
Nel 2024, Neta Auto (primo brand a usare la piattaforma CATL) ha aperto un periodo di crisi finanziaria che ha portato a interruzioni della produzione, licenziamenti in massa e chiusura del centro di Ricerca e Sviluppo. Anche i vari tentativi di racimolare fondi per tornare a una situazione normale non sono andati a buon fine.
Al momento la Casa ha debiti per 2,35 miliardi di euro (di cui 0,8 verso i fornitori). La situazione di Neta Auto sta avendo ripercussioni anche fuori dalla Cina, visto che le sue auto sono in vendita anche in Thailandia e altri Paesi del sudest Asiatico.
Fotogallery: Hozon Neta GT
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