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Quali auto elettriche restano fuori dagli incentivi Ue

Slitta la presentazione del bonus veicoli che premia il “made in Europe”. Intanto, ecco i modelli esclusi

Auto elettrica Ue
Foto di: Shutterstock

Attesa per oggi (giovedì 26 febbraio 2026), la proposta della Commissione europea di vincolare al “made in Ue” gli incentivi statali all’acquisto di auto elettriche slitta a mercoledì 4 marzo. A dichiarare il rinvio è Stephane Sejourne, commissario per il Mercato interno.

“Ci auguriamo – aggiunge un anonimo portavoce dell’Esecutivo all’agenzia di stampa Reuters – che questa settimana aggiuntiva di discussioni interne ci consenta di rendere la proposta ancora più solida”.

L’Europa alle auto europee

Ma facciamo un recap. È del 17 febbraio scorso la notizia – riportata dal Financial Times (FT) – che la Commissione europea prepara un pacchetto di riforme chiamato Industrial Accelerator Act (IAA). Nel testo, fra le altre cose, spuntano le nuove condizioni per accedere ai bonus veicoli elettrici negli Stati membri.

Due i criteri da rispettare: assemblaggio della vettura all’interno dell’Unione e origine europea di almeno il 70% dei componenti montati, a eccezione delle batterie, ancora legate alla manifattura cinese, coreana o, in generale, asiatica.

Renault Twingo E-Tech Elettrica (2026)

Il motore della nuova Renault Twingo elettrica

Foto di: Renault

Una volta approvate (senza modifiche), le nuove regole si applicherebbero sia alle auto elettriche al 100%, sia alle auto ibride plug-in che alle auto a idrogeno. Si tratterebbe, in ogni caso, di una misura protezionistica ideata per contrastare il dominio della Cina e i dazi dell’America trumpiana.

Non sono comunque mancate le critiche, come quelle di BMW e Mercedes, che temono ritorsioni da parte di Pechino e Washington DC. Storce il naso anche Microlino, che commenta l’altra proposta dell’Unione europea, ossia quella di stimolare la produzione interna di auto elettriche compatte, le cosiddette Small Affordable Cars (conosciute anche come e-car), attraverso un meccanismo di supercrediti verdi alle aziende.

“La proposta include le citycar sotto i 4,2 metri, introducendo una nuova classe M1e con ‘supercrediti’ nel calcolo delle emissioni di flotta, ma continua a escludere la categoria L7e, alla quale appartengono le microcar elettriche come Microlino.

È una contraddizione evidente: da una parte, si dichiara di voler incentivare le auto elettriche economiche e urbane, dall’altra parte si lasciano fuori proprio i veicoli più leggeri ed efficienti oggi disponibili sul mercato europeo”.

Micro Microlino

Microlino protesta contro i supercrediti verdi alla produzione di Small Affordable Cars

Foto di: Micro
Tesla Model 3 Performance 2024

Tesla Model 3 è fuori dai futuri incentivi Ue

Recensione Kia EV3 (2025)

Esclusa dai bonus anche la Kia EV3

Foto di: InsideEVs

Tesla e Kia fuori

C’è poi un altro nodo da sciogliere: quanti modelli sarebbero attualmente in linea con l’IAA? Prendiamo i 10 più venduti in Europa nel 2025. Non sappiamo quali rispettino la quota “made in Ue” del 70% dei componenti, perché la questione è allo studio delle stesse Case e perché i contratti coi fornitori sono spesso coperti da accordi di riservatezza. Possiamo però vedere quelli assemblati nell’Unione.

  • Tesla Model Y: Berlino, Germania (Ue)
  • Skoda Elroq: Mladá Boleslav, Repubblica Ceca (Ue)
  • Tesla Model 3: Shanghai, Cina (non Ue)
  • Renault 5: Douai, Francia (Ue)
  • Volkswagen ID.4: Zwickau ed Emden, Germania (Ue)
  • Volkswagen ID.3: Zwickau, Germania (Ue)
  • Volkswagen ID.7: Emden, Germania (Ue)
  • BMW iX1: Regensburg, Germania (Ue)
  • Kia EV3: Gwangmyeong, Corea del Sud (non Ue)
  • Skoda Enyaq: Mladá Boleslav, Repubblica Ceca (Ue)

Al momento, quindi, resterebbero escluse dagli incentivi le Tesla Model 3 e Kia EV3. Il rinvio della presentazione potrebbe fare luce su punti ancora oscuri e andare incontro ad alcuni produttori.