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Le auto elettriche di lusso cinesi vendono come non mai

Anche nei segmenti premium gli automobilisti cinesi scelgono vetture prodotte nel Paese del Dragone. I casi Xiaomi e SAIC

Xiaomi SU7 Series
Foto di: Xiaomi

Non è più una novità che agli automobilisti cinesi piacciano le auto... cinesi. La cosa, però, sta prendendo piede anche in segmenti di mercato dove le straniere ancora riuscivano a fare numeri discreti.

I casi della nuova Xiaomi SU7 e delle SAIC Z7 e Z7T sono lì a dimostrare che nel campo delle vetture elettriche, anche le fasce considerate di lusso stanno diventando appannaggio delle Case locali. Il fenomeno non lascia tanto spazio all'interpretazione: ci sono valanghe di ordini in pochi minuti. Sono numeri che fanno scalpore anche sul primo mercato del mondo.

Decine di migliaia di auto in mezz'ora

Partiamo da Xiaomi, che continua a macinare numeri da riferimento. Dopo l’apertura dei preordini della SU7 aggiornata lo scorso 19 marzo, la berlina elettrica – già leader in Cina sopra i 200.000 yuan (circa 25.700 euro) – ha raccolto 15.000 ordini in appena 34 minuti. Un risultato che conferma la capacità del brand di trasformare ogni aggiornamento in un evento commerciale.

Xiaomi SU7 Series

La rinnovata Xiaomi SU7

Foto di: Xiaomi

Per sostenere la domanda, Xiaomi ha adottato la strategia tipica dei nuovi player tech, offrendo una prima tranche di vetture già pronta per la consegna, con tempi dichiarati tra una e cinque settimane. Un approccio che riduce l’attesa e contribuisce a mantenere alta la conversione degli ordini.

Il prezzo resta uno degli elementi chiave. La nuova SU7 parte da 229.900 yuan (circa 29.500 euro) e arriva fino a 303.900 yuan (circa 39.000 euro) per la versione Max. Nonostante un leggero aumento rispetto al modello precedente, il listino rimane competitivo: circa 5.000 yuan (circa 640 euro) in meno rispetto alla Tesla Model 3 venduta in Cina. Un differenziale ridotto, ma sufficiente in un mercato dove il rapporto qualità-prezzo è sempre più determinante, anche nel segmento premium.

La sfida si alza: SAIC e Huawei entrano nel gioco

Se Xiaomi corre, SAIC e Huawei non stanno a guardare. Il nuovo marchio Shangjie, nato dalla collaborazione tra i due gruppi, ha debuttato con le Z7 e Z7T, due modelli che puntano direttamente al cuore del segmento alto. Le due elettriche sono state lanciate con prezzi di partenza rispettivamente di 229.800 yuan (circa 29.500 euro) e 239.800 yuan (circa 30.800 euro).

La prima auto elettrica di Shangjie, marchio Huawei-SAIC

La prima auto elettrica di Shangjie, marchio Huawei-SAIC

Foto di: Car News China

I primi riscontri sono in linea con le aspettative. Secondo i dati preliminari, le Z7 e Z7T hanno raccolto 18.000 preordini nelle prime 3 ore. E, come spesso accade in Cina, i prezzi di lancio potrebbero essere ulteriormente rivisti al ribasso al momento della commercializzazione.

Sul piano tecnico, le due vetture mostrano ambizioni importanti. Sono disponibili con batterie LFP da 81 kWh o NMC da 100 kWh fornite da CATL, con un’autonomia dichiarata fino a 905 km nel ciclo CLTC.

Interessante il canale di vendita: le nuove SAIC saranno distribuite attraverso la rete HIMA di Huawei. È la prima volta che due giganti tecnologici come Huawei e Xiaomi si trovano a competere direttamente nel mercato auto, segno di una convergenza sempre più marcata tra elettronica di consumo e mobilità.

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Anche Geely è della partita con la Zeekr 001

Un mercato che cresce (e cambia equilibri)

Ma cosa sta succedendo in Cina? Secondo la China Passenger Car Association, nel 2025 in Cina sono stati venduti oltre 7,8 milioni di veicoli elettrici, con una crescita del 24,4% su base annua. In questo scenario, la Xiaomi SU7 si è già ritagliata un ruolo da protagonista, chiudendo l’anno come quinta elettrica più venduta nel Paese con oltre 258.000 unità. Subito dietro, la Tesla Model 3, ferma a poco più di 200.000 esemplari.

Il dato più interessante, però, non è tanto il volume quanto la direzione. Anche nei segmenti premium, tradizionalmente più aperti ai marchi stranieri, la domanda si sta spostando verso prodotti locali. Non solo per il prezzo, ma per un mix sempre più convincente di tecnologia, tempi di consegna e integrazione digitale. E fuori dalla Cina? Le cose sono un po' diverse, ma le auto elettriche cinesi stanno facendo numeri crescenti anche all'estero. Italia inclusa.

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