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Le auto elettriche come "batterie" per stabilizzare la rete

Un nuovo studio propone di usare le batterie delle auto per compensare i cali improvvisi del fotovoltaico urbano

Le auto elettriche come
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Nelle grandi città (soprattutto quelle tropicali) i temporali pomeridiani possono "spegnere il sole" in pochi minuti e mettere in difficoltà le reti elettriche sempre più basate sull’energia solare.

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications propone una soluzione inedita: usare le auto elettriche già parcheggiate come supporto temporaneo alla rete, trasformandole in una sorta di riserva energetica distribuita.

L’idea nasce dalle analisi di Markus Schläpfer, un ingegnere civile alla Columbia University di New York, che ha studiato il problema osservando città come Singapore, dove il clima tropicale e la diffusione del fotovoltaico rendono la gestione dell’energia particolarmente complessa.

Il limite del fotovoltaico nelle città dense

L’energia solare è oggi una delle fonti più economiche e diffuse al mondo, grazie a costi ridotti e assenza di emissioni dirette. Tuttavia, la sua natura intermittente crea problemi quando improvvisi cambiamenti meteo, come i temporali tropicali, interrompono la produzione di energia in interi quartieri.

In questi casi l’elettricità deve essere trasferita da zone vicine ancora attive, ma nelle città dense questo può sovraccaricare rapidamente le infrastrutture esistenti. In contesti come Singapore, la costruzione di nuove linee interrate può arrivare a costare circa 40 milioni di euro per ogni chilometro, rendendo la soluzione infrastrutturale poco sostenibile.

Secondo Schläpfer, la chiave non è costruire nuove reti, ma sfruttare in modo più intelligente quelle già esistenti, integrando anche risorse mobili come le auto elettriche.

Le batterie dei veicoli al servizio della città

Lo studio propone di utilizzare le batterie delle auto elettriche come supporto temporaneo alla rete locale. Quando un temporale riduce la produzione solare, i veicoli parcheggiati possono restituire energia alla rete per compensare il deficit. Una volta tornato il sole, gli stessi veicoli vengono ricaricati dai pannelli fotovoltaici.

Questo approccio evita il trasporto di energia da quartieri lontani e riduce il rischio di sovraccaricare le linee elettriche. In pratica, le auto diventano elementi attivi della rete, non solo mezzi di trasporto.

La ricerca evidenzia anche che la gestione dell’energia deve essere organizzata su scala locale. Ottimizzare il sistema a livello cittadino può infatti peggiorare le condizioni, concentrando i flussi su poche linee. Un coordinamento per singoli quartieri, invece, può ridurre i picchi di carico fino a circa il 18% nei giorni di maltempo.

Il sistema funziona anche in contesti con poche auto elettriche: città come Singapore, dove un’auto è presente ogni otto abitanti, sono comunque sufficienti per garantire un effetto stabilizzante sulla rete. Un segnale che il ruolo dei veicoli nella gestione dell’energia urbana potrebbe diventare sempre più centrale.