Volkswagen ha appena avviato la produzione di batterie in un nuovo stabilimento situato a Hefei, in Cina, per utilizzarle sulle auto elettriche del gruppo realizzate sulla piattaforma MEB e vendute nel Paese asiatico.

La Gigafactory, che in soli 12 mesi è entrata in funzione a buon ritmo, produrrà inizialmente dai 150.000 ai 180.000 accumulatori all’anno e rappresenta una pietra miliare per il gruppo, che con questo impianto, per la prima volta nella storia, riesce a rendersi indipendente da qualsiasi fornitore locale in tema di batterie per auto elettriche. Ma le novità non finiscono qui.

La batteria cell-to-pack

Nella nuova fabbrica di Hefei, Volkswagen produrrà le nuove batterie cell-to-pack (C2P). Si tratta di batterie innovative che, rinunciando alla presenza dei moduli intermedi, consentono di aumentare la densità energetica a parità di spazio. È la stessa architettura interna di altre batterie di nuova generazione, come le Blade Battery di BYD (che addirittura con la Seal sono di tipo cell-to-body, cioè alloggiate direttamente nella scocca) o le Qilin di CATL.

Batteria BYD Blade

La batteria Blade di BYD, con celle prismatiche di grandi dimensioni montate direttamente nell'alloggiamento interno

Questa soluzione tecnica può teoricamente portare alla produzione di pacchi batteria con una densità energetica maggiore anche del 20-30%. Non solo, perché così facendo permette di adottare anche chimiche meno efficienti di quelle delle batterie agli ioni di litio con nichel manganese cobalto senza compromettere troppo le prestazioni. Viene da pensare per esempio alla scelta di celle di tipo litio-ferro-fosfato, che sono affidabili e molto meno costose.

Il momento è giusto

Volkswagen, soprattutto in Europa, sta vivendo un momento complesso dal punto di vista delle vendite. Le sue auto elettriche (come accade anche ad altri) vendono meno del previsto e il gruppo sta correndo ai ripari rallentando i ritmi produttivi e cercando diverse soluzioni per far fronte alle richieste del mercato.

La batteria Qilin di CATL

La batteria Qilin di CATL, grazie all'architettura cell-to-pack, arriva a una percentuale di materiale attivo del 72%

 

A livello globale, però, il tasso di crescita delle elettriche è ancora sostenuto e avere una fabbrica di batterie in Cina, in aggiunta alle Gigafactory europee e americane, è necessario per arrivare a produrre un numero sufficientemente alto di accumulatori in modo autonomo. In questo, la Cina, che è ancora di gran lunga il primo mercato automobilistico green al mondo e che a ottobre ha fatto registrare un +29% di vendite a zero emissioni rispetto allo stesso mese del 2022, è un luogo a dir poco strategico.

Fotogallery: La gigafactory Volkswagen per batterie a Salzgitter